venerdì 15 giugno 2012

Gelide Tenebre Assolate - Parte 1

Trasfigurazione, l’avevano chiamata. E non si trattava del nome di un incantesimo tratto dai libri di Harry Potter. Dopo i primi attacchi terroristici nucleari, in seguito ai quali il mondo aveva cambiato faccia, tramutandosi in una maschera grottesca e imperturbabile, era questo il nome che era stato assegnato a quel processo di trasformazione che aveva portato il pianeta ad assumere le sembianze di un luogo ostile e inospitale, più che di un’accogliente casa per l’umanità.
La Trasfigurazione era stata inevitabile, si sapeva. Gli interessi delle compagnie petrolifere, i soprusi nei Paesi del Terzo Mondo per assicurarsi le ultime risorse di combustibili fossili rimanenti, il continuo inquinamento delle acque, con la conseguente desertificazione di intere nazioni un tempo fertili e abbondantemente popolate. Tutto era stato previsto. E ogni cosa si era susseguita, immancabilmente, allo stesso modo in cui era stata anticipatamente descritta.
Dopotutto, si era trattato semplicemente di una serie ripetuta di incalcolabili errori umani. Ma quante vite erano costati, quegli sbagli? Impossibile saperlo. D’altro canto, forse era addirittura meglio non venire a conoscenza di un dato tanto spaventoso. A volte, bisogna ammetterlo, certi segreti è meglio che rimangano tali per il bene di tutti.
Charlie lo ricordava. Era un ragazzo sveglio, e buona parte delle informazioni che transitavano per la sua piccola comunità, passando di bocca in bocca, non se ne andava inosservata. Sapeva che dei rigogliosi, idilliaci territori australiani non rimaneva altro che un cumulo di cenere. Aveva anche sentito dire che negli Stati Uniti restavano poche città ancora in piedi. Così poche che si potevano persino contare sulle punte delle dita.
Aveva solo cinque anni, all’epoca della Trasfigurazione, e adesso ne erano trascorsi tredici da allora, ma ancora ricordava bene tutto quanto. Gli allarmi lanciati in tivù e alla radio quando le prime flotte aeree provenienti dall’Oriente avevano sorvolato l’Europa, attraversato l’Atlantico e bombardato le maggiori capitali americane. Gli appelli dei vari capi di Stato, quando avevano chiesto alle rispettive popolazioni di trovare un rifugio sicuro in vista di un possibile conflitto nucleare. La preghiera del papa, a Roma, che supplicava le parti coinvolte di gettare le armi per il bene dell’umanità, pochi minuti prima che Piazza San Pietro fosse spazzata via assieme al resto della gloriosa città eterna – non più eterna, ormai, pensò con una punta di amarezza.

Quanto Tempo

Buonasera, mio Carissimo Lettore! Da quanto tempo non ti scrivo!
Mi scuso per non essermi più fatto sentire nelle ultime settimane, ma purtroppo gli eventi hanno preso il sopravvento. Ti avevo anticipato il fatto che non sarei riuscito a pubblicare con regolarità per un mese o due, ma allora non credevo che avrei completamente smesso di raccontarti qualche storia di quando in quando. Sono stato costretto ad interrompere persino la serie Orrori Brevi, che contavo invece di continuare senza intoppi.
Ormai, comunque, sono arrivato quasi agli sgoccioli: mercoledì prossimo iniziano gli esami di maturità, il che significa che in un paio di settimane a partire da quel giorno avrò concluso il mio percorso liceale e potrò lasciarci cadere sopra una bella pietra e rimettermi tranquillamente a scrivere.
Lo studio di questi giorni mi sta logorando, ma per ora resisto. Ancora due settimane e poco più, e poi potrò finalmente lasciarmi alle spalle anche questa tappa. I progetti per le vacanze sono tanti, ma te li rivelerò a tempo debito. Per il momento, mi limito a raccontarti una nuova storia presa dal mio cassetto, sia per alleggerire l'atmosfera greve dei prossimi giorni, sia per scusarmi dell'assenza di pubblicazioni delle ultime settimane.
Il racconto si intitola "Gelide Tenebre Assolate", assolutamente inedito. L'ho scritto fra il 29 e il 31 dicembre 2010. Si tratta di un racconto drammatico post apocalittico. Lo posterò diviso in parti, a cominciare da oggi e per le prossime due settimane, quando avrò un po' di tempo per farlo.
Ti auguro di fare un buon viaggio in questa nuova storia, Lettore!

venerdì 25 maggio 2012

L'Eroe Dimenticato

Aquilos, figlio di una delle più potenti famiglia di Sparta, osservava l’orizzonte dipinto dei colori caldi del tramonto.
Il ventiduenne dal fisico scolpito come nel marmo si trovava in un piccolo avamposto greco, presidiato da un centinaio di uomini con l’incarico di controllare i movimenti dell’esercito persiano lasciato a svernare in Tessaglia.
Dopo la sconfitta che il Gran Re Serse aveva subito, ci si poteva aspettare di tutto dai Persiani, anche un attacco a tradimento all’insaputa del Gran Re stesso. Si sapeva oramai che alcuni suoi generali iniziavano a dimostrarsi riluttanti nell’obbedire ai suoi ordini. Sebbene gli fossero attribuite origini divine, qualcuno incominciava a poco a poco a dubitare del suo buonsenso.
Il messaggero arrivò di corsa, con il fiatone.
«Comandante Aquilos, arrivano. Immortali, alcune centinaia. In poche ore saranno qui» disse frettolosamente.
Aquilos rimase un momento in silenzio a riflettere. Quindi, si rivolse alle sue truppe con voce tonante: «Uomini, preparatevi. Il tempo è giunto: la bella morte che tutti attendevamo è prossima, quindi siate impeccabili, perché gli dèi vi trovino fantastici stasera quando ceneremo con loro nell’Ade!» Dopodiché, entrò nella propria tenda.

sabato 19 maggio 2012

The Walking Dead: Amore e Morte

Hai mai visto un episodio di "The Walking Dead"?
Si tratta di una delle serie televisive più fenomenali che ci siano, una delle storie più belle che sia mai stata raccontata.
Questo weekend, mio Carissimo Lettore, ti lascio in compagnia di "Amore e Morte", l'episodio che ho scritto ispirandomi alla serie.
Se ancora non lo hai letto, o se hai voglia di riviverlo un'altra volta, questa è l'occasione giusta per farlo.
Ecco i link all'intera puntata, dal Prologo all'Epilogo, passando per i dieci Capitoli della storia.
Buon viaggio!

venerdì 18 maggio 2012

Putrefazione

Tutto è diverso, come se stessi precipitando nel caos più totale.
Vedo la meraviglia, lo stupore nei volti delle persone, eppure la felicità è ben lontana dall’essere ciò che riconosco nei loro sguardi. Come se questo mondo stesse precipitando in un infinito baratro di follia, senza fine né ombre, che semplicemente è come si presenta, privo di sotterfugi, privo di occultamenti, privo della meschinità degli uomini. Ho visto fin troppo bene quanto le persone possano essere terribili, mostri di gran lunga peggiori di quanto si possa immaginare. Eppure essi non sono recriminabili, perché rientra nella loro natura, fa parte del loro istinto innato.
Così non va bene. Perduta ogni inibizione, sciolta ogni catena, gli uomini si rivelano per quello che sono in realtà: bestie. E non serve a nulla nascondere l’evidenza, poiché essa emerge, sale in superficie per conto suo, ogni volta che tentiamo di soffocarla o di reprimerla con gli strumenti e i metodi che abbiamo a disposizione. Non sempre le cose vanno come vorremmo che andassero. Spesso ci scopriamo diversi da come ci siamo sempre visti, da come abbiamo sempre creduto di essere. Scopriamo di aver indossato una maschera tutta la vita, ed ora che avvertiamo il bisogno di toglierla e buttarla, nulla ha più senso ormai. È troppo tardi. Nessuno tornerà più indietro quando avrà visto la nostra maschera, e penseranno tutti che siamo solo falsi e ingannatori.
Ma non sono forse tutti così? Quando mai si può vedere la realtà, la verità nel mondo legato all’apparenza che viene offerto ai nostri occhi oggi, come in ogni giorno che precede e che segue? Sembra quasi che qualcuno sia vissuto per un secolo, abbia visto il passaggio di un millennio, e sia qui solo per mangiare, bere, godersi la vita fino all’ultima goccia e poi spegnere di colpo il fiotto dell’esistenza, chiudere la sorgente dalla quale sgorga quell’acqua pura e incontaminata per aprire la via ad un’abbarbicata parete di roccia spoglia. La facciata che ci si presenta davanti ogni giorno quando incontriamo qualcuno o rivediamo persone che già conosciamo, o che almeno pensiamo di conoscere.

Nuovo Orrore

Buonasera, mio Caro Lettore.
Mi scuso per l'assenza degli ultimi giorni, ma purtroppo si tratta di un periodo piuttosto complicato che durerà fino ai primi di luglio, quando gli esami del quinto anno di liceo incominceranno ad appartenere al passato.
Siccome è venerdì, sono qui per raccontarti una nuova storia. Un altro racconto inedito del ciclo Orrori Brevi, scritto soltanto per te.
Su, vieni: ti accompagno. Cerchiamo di goderci questo viaggio, questa breve parentesi di follia all'interno del periodo ordinato della vita. Buona lettura!

venerdì 11 maggio 2012

Epidemia

I profili dei palazzi, in lontananza, si stagliavano contro il cielo di piombo alla stregua di fragili calici di cristallo. Le nuvole scure promettevano loro una grandinata coi fiocchi, e i vecchi edifici di cristallo della città fantasma se ne stavano impassibili ad aspettare. Prima o poi, si sapeva, sarebbero pur dovuti crollare. E, in fondo, ora come ora era meglio che succedesse abbastanza in fretta.
Tommy l’aveva già sentita arrivare da un pezzo, ma aveva preferito non aprire bocca e attendere che prendesse posto accanto a lui. Adesso Nadia si trovava lì di fianco, con il suo respiro leggero e la sua presenza velata di malinconia. I capelli neri, lunghi, le ricadevano sulle spalle scoperte. Indossava un reggiseno blu scuro che le metteva in risalto le curve dei seni e allo stesso tempo rendeva manifesto l’atroce pallore della sua pelle. Minigonna in jeans e piedi scalzi, come le piaceva sempre stare nei giorni in cui la nostalgia si faceva più incalzante.
Davanti a loro, la città sconosciuta si stendeva su una piattaforma d’asfalto secco e scolorito. Era immobile, e i vetri opachi delle finestre guardavano verso di loro come un esercito di occhi silenziosi congelati nell’atto di osservare l’orizzonte per sempre.
Rimasero in silenzio anche loro per un po’, guardando le nubi navigare sul vento a vele spiegate e raccogliendo a fatica i pensieri che fuggivano. Alle loro spalle, la casa in riva al mare nella quale avevano trascorso le ultime cinque notti faceva da barriera allo sciacquio sommesso delle onde che si consumavano sulla spiaggia.

lunedì 7 maggio 2012

The Walking Dead - Amore e Morte - Epilogo

Era quasi l’alba, e i fari dell’auto di Rick mettevano in fuga l’oscurità dai tratti di asfalto che correvano davanti al muso della vettura. Si stava lasciando dietro le montagne e i loro profili ombrosi divenivano sempre più piccoli, sempre più confusi, sempre più sfocati in lontananza.
I profili incombenti delle montagne lentamente si perdevano lungo l’orizzonte alle sue spalle.
Faticava a tenere gli occhi aperti. Era sfinito, ma ancora non se la sentiva di fermarsi. Per quanto distanti fossero le sagome di quelle montagne formicolanti di zombie, erano ancora troppo grandi per non apparirgli opprimenti.
Si sarebbe fermato più avanti..
Veder sfilare le città accanto a sé, nel buio, gli comunicava una fredda sensazione di vuoto nell’anima. Non era rimasto più nessuno, e l’assenza di rumori e di movimenti faceva accapponare la pelle.
Il silenzio non era mai stato così profondo, e Rick si disse che probabilmente il motore della sua macchina doveva produrre un frastuono smisurato in quella gelida e inconsistente assenza di suoni. Come il cannoneggiamento a sorpresa di una fortezza durante la notte.
Billy era rimasto lassù, su quelle montagne piccoline là in fondo. Era rimasto lassù con la sua Stephanie, e aveva preferito morire tra le mura della casa nella quale avevano vissuto assieme le loro ultime settimane piuttosto che concedere altra fiducia a una speranza che era stata brutalmente schiacciata sotto i passi di un’orda di zombie.
La speranza, ora come ora, rappresentava un lusso che pochi si potevano ancora permettere. Rick era consapevole di essere tra questi. Billy, invece, aveva scelto di rinunciarvi. E così era morto assieme alla sua amata, piangendola e cercandola anche nell’ultimo istante di respiro.

Chiusura dell'Episodio

Con oggi, mio Caro Lettore, si chiude definitivamente l'episodio "Amore e Morte" ispirato alla serie televisiva "The Walking Dead".
Dopo che avrò postato l'Epilogo, la storia sarà ufficialmente conclusa e non rimarrà che aspettare l'uscita di qualche nuovo progetto, prevista per luglio (subito dopo la conclusione degli esami, perché fino ad allora dovrò perlopiù studiare e lavorare alla tesina).
Perciò, Fedele Lettore, addentriamoci assieme per l'ultima volta in questo mondo fantastico e scopriamo come "Amore e Morte" si riallaccia a "I Giorni Andati", prima puntata della prima stagione di "The Walking Dead".
Come sempre, ti auguro di fare un buon viaggio!
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