Tutto è diverso, come se stessi
precipitando nel caos più totale.
Vedo la meraviglia, lo stupore
nei volti delle persone, eppure la felicità è ben lontana dall’essere ciò che
riconosco nei loro sguardi. Come se questo mondo stesse precipitando in un
infinito baratro di follia, senza fine né ombre, che semplicemente è come si
presenta, privo di sotterfugi, privo di occultamenti, privo della meschinità
degli uomini. Ho visto fin troppo bene quanto le persone possano essere
terribili, mostri di gran lunga peggiori di quanto si possa immaginare. Eppure
essi non sono recriminabili, perché rientra nella loro natura, fa parte del
loro istinto innato.
Così non va bene. Perduta ogni
inibizione, sciolta ogni catena, gli uomini si rivelano per quello che sono in
realtà: bestie. E non serve a nulla nascondere l’evidenza, poiché essa emerge,
sale in superficie per conto suo, ogni volta che tentiamo di soffocarla o di
reprimerla con gli strumenti e i metodi che abbiamo a disposizione. Non sempre
le cose vanno come vorremmo che andassero. Spesso ci scopriamo diversi da come
ci siamo sempre visti, da come abbiamo sempre creduto di essere. Scopriamo di
aver indossato una maschera tutta la vita, ed ora che avvertiamo il bisogno di
toglierla e buttarla, nulla ha più senso ormai. È troppo tardi. Nessuno tornerà
più indietro quando avrà visto la nostra maschera, e penseranno tutti che siamo
solo falsi e ingannatori.
Ma non sono forse tutti così?
Quando mai si può vedere la realtà,
la verità nel mondo legato all’apparenza
che viene offerto ai nostri occhi oggi, come in ogni giorno che precede e che
segue? Sembra quasi che qualcuno sia vissuto per un secolo, abbia visto il
passaggio di un millennio, e sia qui solo per mangiare, bere, godersi la vita
fino all’ultima goccia e poi spegnere di colpo il fiotto dell’esistenza,
chiudere la sorgente dalla quale sgorga quell’acqua pura e incontaminata per
aprire la via ad un’abbarbicata parete di roccia spoglia. La facciata che ci si
presenta davanti ogni giorno quando incontriamo qualcuno o rivediamo persone
che già conosciamo, o che almeno pensiamo
di conoscere.