mercoledì 11 luglio 2012

Premio Calvino 2012: Scheda di Lettura

Mio Caro Lettore, ieri ho ricevuto via mail la scheda di lettura con il giudizio del Comitato del Premio Calvino 2012, al quale ho tentato di partecipare quest'anno con il romanzo "Le ombre della paura".
La valutazione data dal Comitato di Lettura:

«Lavoro di costruzione molto ambiziosa quanto voluminosa: il giovanissimo autore (nato nel 1993) propone un testo che calca i sentieri dell’horror seguendo con scrupolo e notevole perizia i canoni stilistici e formali abbondantemente praticati dagli epigoni di Stephen King.
Certo non lascia indifferente il lettore tanta perizia e abilità elaborativa: lo scandirsi dei fatti, la presentazione dei personaggi, la loro gestione appaiono accurati e convincenti anche se talvolta la verbosità ha la meglio e le pagine si appesantiscono di dettagli evidentemente distribuiti non tanto per arricchire il narrato quanto per prolungare nel lettore l’attesa dei fatti salienti.»

Il suggerimento, riportato nelle righe seguenti, è quello di "snellire e alleggerire" l'opera e sistemare alcuni dettagli che potrebbero rendere più verosimile la narrazione.
In conclusione il Comitato di Lettura afferma che una buona revisione del romanzo potrebbe aprire la possibilità di un futuro esito editoriale.

martedì 10 luglio 2012

Gelide Tenebre Assolate - Parte 3

Si bloccò a pochi passi dalle tende, trasalendo. Una silhouette magra e slanciata gli si stava avvicinando piano, come se stesse passeggiando tranquillamente sui viali del parco dietro casa. Che fosse Nicole che lo aveva visto da distante e gli veniva incontro? Sorrise, ma appena la figura si fece più vicina riuscì a distinguere meglio i tratti asciutti e spigolosi del volto di Nicolas, così lasciò che la sua bocca si stendesse nuovamente in un’espressione di normalità.
«Nicolas, sono io, Charlie. Ritorno con buone notizie» esordì, facendosi incontro al compagno ora immobile come una vecchia statua di fronte a lui. Notò che aveva una sigaretta tra le labbra, la cui brace accesa ammiccava come un rosso occhio iniettato di sangue nella condensata penombra del crepuscolo. Certa gente riusciva sempre a scovare il modo di soddisfare i vizi più autodistruttivi, constatò Charlie con amarezza. Un filo di fumo denso e azzurrognolo trapelava zitto zitto dall’angolo della bocca di Nicolas, mentre teneva gli occhi socchiusi come per riuscire a vedere meglio chi avesse parlato.
«Charlie… Tutto a posto?» biascicò l’uomo con un tono di voce per nulla naturale, prendendo la sigaretta tra le dita e sfilandosela dalle labbra dopo aver tirato una profonda e inebriante boccata. Sembrava un po’ a disagio, e questo non passò inavvertito alle orecchie di Charlie. Qualcosa non andava, concluse immediatamente il ragazzo. Lo sguardo fisso e imbarazzato di Nicolas non lasciava presagire niente di buono.
«Sì. Ho delle ottime notizie» ribadì, come se l’uomo che gli stava dinanzi con quel fare impacciato non avesse udito la sua precedente asserzione.
Nicolas annuì a vuoto, distogliendo lo sguardo, apparentemente soprappensiero. «Io no…» sussurrò finalmente, dopo aver raccolto il poco coraggio che gli rimaneva, e tirò un’altra tremante boccata di fumo dalla sua sigaretta, le mani che non riuscivano a reggere saldamente il minuscolo cilindro bianco – bianco, sì, bianco come se non potesse portare niente di male, bianco come la purezza del benessere e della spensieratezza.
«Cos’è successo?» domandò Charlie. Non riuscì a mascherare l’angoscia che gli colorava la voce, né tuttavia esitò nel porgere al compagno l’interrogativo.
Nicolas abbassò lo sguardo, scrutandosi con apparente concentrazione le punte rinforzate degli scarponi. «Nicole…» cominciò, e non ebbe il tempo di proseguire con la frase che Charlie si era già scagliato in avanti, di corsa, diretto verso l’accampamento alle sue spalle.

sabato 7 luglio 2012

Gelide Tenebre Assolate - Parte 2

Il sole si stava alzando ad una velocità sorprendente. Quando era partito quella mattina, poco prima dell’alba, aveva detto ai compagni della comunità che avrebbe fatto ritorno prima che calassero le tenebre, ma adesso cominciava a nutrire seri dubbi al riguardo. Alzò gli occhi sul fianco ripido della montagna, localizzando l’altezza alla quale sarebbe dovuto arrivare. Per giungere là in cima gli sarebbero occorse almeno tre ore. Forse anche quattro. Ce l’avrebbe fatta a rientrare al campo prima del tramonto?
Finalmente il sentiero, dopo una dolce discesa, riprese a salire, e questa volta lungo il pendio della montagna stessa. Charlie continuò a seguirlo volentieri, lasciandosi alle spalle la collina appena oltrepassata. Era il primo del suo accampamento a mettere piede nella zona, e Dio solo sapeva che cosa avrebbe potuto trovarsi davanti lungo quella tortuosa via ignota. Qualche ciuffo di felci sbucava ai lati della stradicciola, e ben presto Charlie si addentrò con un pizzico di tensione in una consistente macchia di pini.
La borraccia era piena di piombo. Charlie era ormai quasi sicuro di questo. Che diamine, non poteva di certo pesare così tanto se dentro c’erano realmente soltanto quelle due gocce d’acqua potabile che vi aveva lasciato dopo l’ultima bevuta alle pendici della collina… Volò con la mente al suo accampamento, dove in quel momento era quasi ora di pranzo. Chissà che cosa stava facendo la sua Nicole… Stava bene? Era al sicuro? Mangiava o se ne stava in disparte, ad osservare mestamente le montagne in attesa di scorgere un suo segnale o di vederlo ritornare?
Lui e la bellissima Nicole si conoscevano da tre anni, ed era da allora che si appartenevano, dopo che tra di loro era scattata una scintilla che aveva dato forma e respiro all’inestinguibile fuoco del loro amore, rosseggiante come l’alba che aveva accolto lui e la sua famiglia quel mattino del primo giorno della Trasfigurazione – tanto potenti erano i sentimenti che Charlie e Nicole nutrivano l’uno per l’altra, pari alla forza delle decine di bombe nucleari che in pochi giorni, tredici anni prima, avevano sconquassato il pianeta, facendolo tremare dalla paura di essere cancellato da quel piccolo granello di spazio che occupava nella spiaggia dell’universo.

Si riparte

Eccomi qui, mio Carissimo Lettore.
Di nuovo in pista.
Gli esami sono passati. Mi sono preso qualche giorno per recuperare, ma adesso si riparte.
Con un po' di ritardo, sono pronto a pubblicare il seguito del racconto "Gelide Tenebre Assolate". Oggi la Parte 2, la prossima settimana il resto.
Ho iniziato a lavorare a qualcosa di nuovo, i giorni scorsi. Finalmente mi sono rimesso a scrivere!
Un racconto nuovo e gli incipit di un paio di romanzi. Non so quanto riuscirò a produrre, ma vorrei tentare di portare avanti tutto insieme per un po', almeno finché non avrò le idee chiare.
Il progetto "Orrori Brevi", interrotto a causa dello studio, riprenderà dal prossimo venerdì con una nuova storia inedita. Piano piano recupererò anche tutti gli altri progetti, ma con calma perché voglio lasciare del tempo anche per i romanzi che ho appena cominciato.
Sono felice di essere tornato, Lettore. Preparati, perché questo posto sta per vedere un sacco di novità...

venerdì 15 giugno 2012

Gelide Tenebre Assolate - Parte 1

Trasfigurazione, l’avevano chiamata. E non si trattava del nome di un incantesimo tratto dai libri di Harry Potter. Dopo i primi attacchi terroristici nucleari, in seguito ai quali il mondo aveva cambiato faccia, tramutandosi in una maschera grottesca e imperturbabile, era questo il nome che era stato assegnato a quel processo di trasformazione che aveva portato il pianeta ad assumere le sembianze di un luogo ostile e inospitale, più che di un’accogliente casa per l’umanità.
La Trasfigurazione era stata inevitabile, si sapeva. Gli interessi delle compagnie petrolifere, i soprusi nei Paesi del Terzo Mondo per assicurarsi le ultime risorse di combustibili fossili rimanenti, il continuo inquinamento delle acque, con la conseguente desertificazione di intere nazioni un tempo fertili e abbondantemente popolate. Tutto era stato previsto. E ogni cosa si era susseguita, immancabilmente, allo stesso modo in cui era stata anticipatamente descritta.
Dopotutto, si era trattato semplicemente di una serie ripetuta di incalcolabili errori umani. Ma quante vite erano costati, quegli sbagli? Impossibile saperlo. D’altro canto, forse era addirittura meglio non venire a conoscenza di un dato tanto spaventoso. A volte, bisogna ammetterlo, certi segreti è meglio che rimangano tali per il bene di tutti.
Charlie lo ricordava. Era un ragazzo sveglio, e buona parte delle informazioni che transitavano per la sua piccola comunità, passando di bocca in bocca, non se ne andava inosservata. Sapeva che dei rigogliosi, idilliaci territori australiani non rimaneva altro che un cumulo di cenere. Aveva anche sentito dire che negli Stati Uniti restavano poche città ancora in piedi. Così poche che si potevano persino contare sulle punte delle dita.
Aveva solo cinque anni, all’epoca della Trasfigurazione, e adesso ne erano trascorsi tredici da allora, ma ancora ricordava bene tutto quanto. Gli allarmi lanciati in tivù e alla radio quando le prime flotte aeree provenienti dall’Oriente avevano sorvolato l’Europa, attraversato l’Atlantico e bombardato le maggiori capitali americane. Gli appelli dei vari capi di Stato, quando avevano chiesto alle rispettive popolazioni di trovare un rifugio sicuro in vista di un possibile conflitto nucleare. La preghiera del papa, a Roma, che supplicava le parti coinvolte di gettare le armi per il bene dell’umanità, pochi minuti prima che Piazza San Pietro fosse spazzata via assieme al resto della gloriosa città eterna – non più eterna, ormai, pensò con una punta di amarezza.

Quanto Tempo

Buonasera, mio Carissimo Lettore! Da quanto tempo non ti scrivo!
Mi scuso per non essermi più fatto sentire nelle ultime settimane, ma purtroppo gli eventi hanno preso il sopravvento. Ti avevo anticipato il fatto che non sarei riuscito a pubblicare con regolarità per un mese o due, ma allora non credevo che avrei completamente smesso di raccontarti qualche storia di quando in quando. Sono stato costretto ad interrompere persino la serie Orrori Brevi, che contavo invece di continuare senza intoppi.
Ormai, comunque, sono arrivato quasi agli sgoccioli: mercoledì prossimo iniziano gli esami di maturità, il che significa che in un paio di settimane a partire da quel giorno avrò concluso il mio percorso liceale e potrò lasciarci cadere sopra una bella pietra e rimettermi tranquillamente a scrivere.
Lo studio di questi giorni mi sta logorando, ma per ora resisto. Ancora due settimane e poco più, e poi potrò finalmente lasciarmi alle spalle anche questa tappa. I progetti per le vacanze sono tanti, ma te li rivelerò a tempo debito. Per il momento, mi limito a raccontarti una nuova storia presa dal mio cassetto, sia per alleggerire l'atmosfera greve dei prossimi giorni, sia per scusarmi dell'assenza di pubblicazioni delle ultime settimane.
Il racconto si intitola "Gelide Tenebre Assolate", assolutamente inedito. L'ho scritto fra il 29 e il 31 dicembre 2010. Si tratta di un racconto drammatico post apocalittico. Lo posterò diviso in parti, a cominciare da oggi e per le prossime due settimane, quando avrò un po' di tempo per farlo.
Ti auguro di fare un buon viaggio in questa nuova storia, Lettore!

venerdì 25 maggio 2012

L'Eroe Dimenticato

Aquilos, figlio di una delle più potenti famiglia di Sparta, osservava l’orizzonte dipinto dei colori caldi del tramonto.
Il ventiduenne dal fisico scolpito come nel marmo si trovava in un piccolo avamposto greco, presidiato da un centinaio di uomini con l’incarico di controllare i movimenti dell’esercito persiano lasciato a svernare in Tessaglia.
Dopo la sconfitta che il Gran Re Serse aveva subito, ci si poteva aspettare di tutto dai Persiani, anche un attacco a tradimento all’insaputa del Gran Re stesso. Si sapeva oramai che alcuni suoi generali iniziavano a dimostrarsi riluttanti nell’obbedire ai suoi ordini. Sebbene gli fossero attribuite origini divine, qualcuno incominciava a poco a poco a dubitare del suo buonsenso.
Il messaggero arrivò di corsa, con il fiatone.
«Comandante Aquilos, arrivano. Immortali, alcune centinaia. In poche ore saranno qui» disse frettolosamente.
Aquilos rimase un momento in silenzio a riflettere. Quindi, si rivolse alle sue truppe con voce tonante: «Uomini, preparatevi. Il tempo è giunto: la bella morte che tutti attendevamo è prossima, quindi siate impeccabili, perché gli dèi vi trovino fantastici stasera quando ceneremo con loro nell’Ade!» Dopodiché, entrò nella propria tenda.

sabato 19 maggio 2012

The Walking Dead: Amore e Morte

Hai mai visto un episodio di "The Walking Dead"?
Si tratta di una delle serie televisive più fenomenali che ci siano, una delle storie più belle che sia mai stata raccontata.
Questo weekend, mio Carissimo Lettore, ti lascio in compagnia di "Amore e Morte", l'episodio che ho scritto ispirandomi alla serie.
Se ancora non lo hai letto, o se hai voglia di riviverlo un'altra volta, questa è l'occasione giusta per farlo.
Ecco i link all'intera puntata, dal Prologo all'Epilogo, passando per i dieci Capitoli della storia.
Buon viaggio!

venerdì 18 maggio 2012

Putrefazione

Tutto è diverso, come se stessi precipitando nel caos più totale.
Vedo la meraviglia, lo stupore nei volti delle persone, eppure la felicità è ben lontana dall’essere ciò che riconosco nei loro sguardi. Come se questo mondo stesse precipitando in un infinito baratro di follia, senza fine né ombre, che semplicemente è come si presenta, privo di sotterfugi, privo di occultamenti, privo della meschinità degli uomini. Ho visto fin troppo bene quanto le persone possano essere terribili, mostri di gran lunga peggiori di quanto si possa immaginare. Eppure essi non sono recriminabili, perché rientra nella loro natura, fa parte del loro istinto innato.
Così non va bene. Perduta ogni inibizione, sciolta ogni catena, gli uomini si rivelano per quello che sono in realtà: bestie. E non serve a nulla nascondere l’evidenza, poiché essa emerge, sale in superficie per conto suo, ogni volta che tentiamo di soffocarla o di reprimerla con gli strumenti e i metodi che abbiamo a disposizione. Non sempre le cose vanno come vorremmo che andassero. Spesso ci scopriamo diversi da come ci siamo sempre visti, da come abbiamo sempre creduto di essere. Scopriamo di aver indossato una maschera tutta la vita, ed ora che avvertiamo il bisogno di toglierla e buttarla, nulla ha più senso ormai. È troppo tardi. Nessuno tornerà più indietro quando avrà visto la nostra maschera, e penseranno tutti che siamo solo falsi e ingannatori.
Ma non sono forse tutti così? Quando mai si può vedere la realtà, la verità nel mondo legato all’apparenza che viene offerto ai nostri occhi oggi, come in ogni giorno che precede e che segue? Sembra quasi che qualcuno sia vissuto per un secolo, abbia visto il passaggio di un millennio, e sia qui solo per mangiare, bere, godersi la vita fino all’ultima goccia e poi spegnere di colpo il fiotto dell’esistenza, chiudere la sorgente dalla quale sgorga quell’acqua pura e incontaminata per aprire la via ad un’abbarbicata parete di roccia spoglia. La facciata che ci si presenta davanti ogni giorno quando incontriamo qualcuno o rivediamo persone che già conosciamo, o che almeno pensiamo di conoscere.
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