Si bloccò a pochi passi dalle tende, trasalendo. Una silhouette magra e slanciata gli si stava avvicinando piano, come se stesse passeggiando tranquillamente sui viali del parco dietro casa. Che fosse Nicole che lo aveva visto da distante e gli veniva incontro? Sorrise, ma appena la figura si fece più vicina riuscì a distinguere meglio i tratti asciutti e spigolosi del volto di Nicolas, così lasciò che la sua bocca si stendesse nuovamente in un’espressione di normalità.
«Nicolas, sono io, Charlie. Ritorno con buone notizie» esordì, facendosi incontro al compagno ora immobile come una vecchia statua di fronte a lui. Notò che aveva una sigaretta tra le labbra, la cui brace accesa ammiccava come un rosso occhio iniettato di sangue nella condensata penombra del crepuscolo. Certa gente riusciva sempre a scovare il modo di soddisfare i vizi più autodistruttivi, constatò Charlie con amarezza. Un filo di fumo denso e azzurrognolo trapelava zitto zitto dall’angolo della bocca di Nicolas, mentre teneva gli occhi socchiusi come per riuscire a vedere meglio chi avesse parlato.
«Charlie… Tutto a posto?» biascicò l’uomo con un tono di voce per nulla naturale, prendendo la sigaretta tra le dita e sfilandosela dalle labbra dopo aver tirato una profonda e inebriante boccata. Sembrava un po’ a disagio, e questo non passò inavvertito alle orecchie di Charlie. Qualcosa non andava, concluse immediatamente il ragazzo. Lo sguardo fisso e imbarazzato di Nicolas non lasciava presagire niente di buono.
«Sì. Ho delle ottime notizie» ribadì, come se l’uomo che gli stava dinanzi con quel fare impacciato non avesse udito la sua precedente asserzione.
Nicolas annuì a vuoto, distogliendo lo sguardo, apparentemente soprappensiero. «Io no…» sussurrò finalmente, dopo aver raccolto il poco coraggio che gli rimaneva, e tirò un’altra tremante boccata di fumo dalla sua sigaretta, le mani che non riuscivano a reggere saldamente il minuscolo cilindro bianco – bianco, sì, bianco come se non potesse portare niente di male, bianco come la purezza del benessere e della spensieratezza.
«Cos’è successo?» domandò Charlie. Non riuscì a mascherare l’angoscia che gli colorava la voce, né tuttavia esitò nel porgere al compagno l’interrogativo.
Nicolas abbassò lo sguardo, scrutandosi con apparente concentrazione le punte rinforzate degli scarponi. «Nicole…» cominciò, e non ebbe il tempo di proseguire con la frase che Charlie si era già scagliato in avanti, di corsa, diretto verso l’accampamento alle sue spalle.