Buondì, mio Carissimo Lettore!
Gli ultimi giorni hanno portato con sé una novità molto interessante, e voglio renderti partecipe: un mio racconto di fantascienza è stato accettato per la pubblicazione dalla casa editrice Delos Digital, costola digitale di Delos Books, diretta da Franco Forte (editor e autore Mondadori).
Oggi ho dunque sottoscritto il contratto editoriale con Delos Digital per la pubblicazione del racconto in questione, intitolato La danza dei morti, all'interno della collana fantascientifica Chew-9, ideata dallo stesso Franco Forte.
La danza dei morti uscirà in edizione ebook in tutti i principali store online già martedì 7 luglio. Sarà il numero 35 della collana, ma si tratta comunque di un racconto autoconclusivo.
Ti terrò al corrente sugli sviluppi, nel frattempo ti invito a dare un'occhiata alla serie Chew-9 per farti un'idea più precisa: ne vale davvero la pena.
Ecco il link alla pagina della collana nel Delos Store:
mercoledì 17 giugno 2015
venerdì 22 maggio 2015
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita
Il giorno è arrivato, mio Carissimo Lettore: il Volume 2 di Lacrime di Cenere, A Un Passo dalla Vita, è da oggi disponibile su Amazon in formato eBook, a soli 0,99 euro!
Ecco il link alla pagina d'acquisto ufficiale, basta premere il titolo qui sotto per iniziare il viaggio...
Ma mi raccomando, tieniti forte: la storia di Pietro non è facile da affrontare, e molti pericoli attendono nell'ombra, pronti a saltar fuori con le bocche già spalancate.
Ecco il link alla pagina d'acquisto ufficiale, basta premere il titolo qui sotto per iniziare il viaggio...
Ma mi raccomando, tieniti forte: la storia di Pietro non è facile da affrontare, e molti pericoli attendono nell'ombra, pronti a saltar fuori con le bocche già spalancate.
giovedì 21 maggio 2015
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita - Incipit
Quella volta era stata davvero brutta.
Più brutta delle altre, e Pietro lo
sapeva. C’era poco da girarci intorno: era inutile che le sue figlie lo
rassicurassero, perché lui vedeva gli occhi dei dottori. Vedeva i loro occhi, e non c’era altro da dire. Nessuna
parola aggiunta a quegli sguardi avrebbe potuto dare loro più significato.
Gotta. Il dolore si diffondeva di
continuo in tutto il corpo, specialmente lungo le gambe e nei piedi, e spesso
era così intenso da farlo urlare nel sonno. Gli analgesici lo tenevano a bada,
ma Pietro sentiva che era in agguato. Se ne stava lì, acquattato dietro un
cespuglio, in attesa di spiccare il balzo finale e azzannarlo alla gola.
L’attacco che aveva subito nelle
ultime ore era stato tremendo. Sommandosi ai problemi di cuore aveva generato
un cocktail micidiale, che a detta dei medici aveva compromesso anche alcuni sistemi
vitali.
Ormai era chiaro: dopo anni e anni di
dura lotta era giunto il momento di mollare e lasciarsi trascinare via. Tanto,
combattere gli avrebbe regalato solamente qualche dolorosissimo minuto in più.
E prima finiva, meglio sarebbe stato per tutti.
Certo, doveva ammettere che quello che
sarebbe avvenuto in seguito lo angosciava. Non aveva mai creduto completamente
in Dio, come invece avevano sempre fatto i suoi fratelli. La fiducia nei
riguardi del futuro preferiva riporla nelle proprie mani, piuttosto che in
quelle di un’entità sconosciuta e senza volto. Però, che ci fosse inferno,
paradiso o purgatorio al di là della recinzione faceva una bella differenza.
Ma c’era davvero qualcosa? O si
trattava solo di una vana consolazione per far sentire meglio chi era obbligato
a rimanere indietro?
Ad ogni modo, ora come ora aveva poca
importanza. Se fosse successo qualcosa, dopo il suo ultimo sospiro, avrebbe
accettato ciò che doveva essere. Altrimenti, l’idea di un sonno della durata
dell’eternità era quantomeno allettante al termine di un’esistenza di lavoro e
tribolazioni.
Ciò che più lo spaventava, comunque,
era il dolore. Perché ne aveva provato tanto, tanto da fargli quasi perdere la
testa, e a denti stretti aveva sopportato. Aveva urlato in silenzio.
Adesso era sotto l’effetto degli
antidolorifici, appunto. Morfina e altra roba del genere, con ogni probabilità.
Ma avrebbe avuto male negli ultimi momenti? Avrebbe provato un picco più acuto,
più dannatamente insopportabile, o il cuore si sarebbe semplicemente fermato e
poi basta?
Erano domande che lo tenevano sveglio
più del dolore stesso. Non lo facevano dormire la notte. Assediavano la sua
mente, come un nutrito esercito, e quanto più tentava di eliminarle tanto più
esse si moltiplicavano, rimpinguando le file con truppe sempre fresche.
Non sapere niente di tutto questo era
forse la parte peggiore. La mancanza di una piena consapevolezza del proprio
destino era quasi intollerabile. Sarebbe morto, certo, ma questo che cosa implicava
con esattezza?
Si nasceva soli e si moriva soli,
sicuro. Ma quello che nessuno osava confessare era che probabilmente la
solitudine sarebbe stata ancora più profonda, dopo il trapasso. Definitiva, oltretutto.
Ma ecco un’altra drammatica verità
sulla morte: non lasciava alcuna libertà di scelta. Né sul dove, né sul come,
né tantomeno sul quando.
lunedì 18 maggio 2015
Le Anime di Eglon - Pausa Estiva
Buongiorno, mio Caro Lettore. Ti scrivo, oggi, per comunicarti che il romanzo a puntate Le Anime di Eglon entrerà in pausa estiva per qualche settimana. Gli ultimi Episodi della Prima Stagione, nella loro nuova veste rivista e corretta, riprenderanno a uscire ad agosto.
Nel frattempo, però, altri progetti si affacciano all'orizzonte, e presto arriveranno a bussare alle porte di Scrivere Sotto la Luna, perciò rimani nei paraggi: ci sono molte storie che ti voglio ancora raccontare...
Nel frattempo, però, altri progetti si affacciano all'orizzonte, e presto arriveranno a bussare alle porte di Scrivere Sotto la Luna, perciò rimani nei paraggi: ci sono molte storie che ti voglio ancora raccontare...
venerdì 15 maggio 2015
L'incipit nella Pagina Facebook
Buongiorno, mio Carissimo Lettore!
Ormai ci siamo quasi: manca una settimana all'uscita del Volume 2 di Lacrime di Cenere, per cui ho pensato di rendere l'attesa un po' meno snervante. Che ne diresti di dare un'occhiata all'incipit del romanzo?
A partire da oggi, e fino al 21 maggio, posterò ogni giorno nella Pagina Facebook di Scrivere Sotto la Luna un nuovo pezzetto dell'incipit del Capitolo 1, arrivando a coprire le prime 3000 battute.
Al termine del countdown, il 21 maggio, raccoglierò tutti i frammenti postati e pubblicherò le 3000 battute dell'incipit in un singolo post qui su Scrivere Sotto la Luna.
Coraggio, allora: cominciamo!
Ormai ci siamo quasi: manca una settimana all'uscita del Volume 2 di Lacrime di Cenere, per cui ho pensato di rendere l'attesa un po' meno snervante. Che ne diresti di dare un'occhiata all'incipit del romanzo?
A partire da oggi, e fino al 21 maggio, posterò ogni giorno nella Pagina Facebook di Scrivere Sotto la Luna un nuovo pezzetto dell'incipit del Capitolo 1, arrivando a coprire le prime 3000 battute.
Al termine del countdown, il 21 maggio, raccoglierò tutti i frammenti postati e pubblicherò le 3000 battute dell'incipit in un singolo post qui su Scrivere Sotto la Luna.
Coraggio, allora: cominciamo!
lunedì 11 maggio 2015
Le Anime di Eglon - Prima Stagione - Episodio 25
«Avete finito di caricare il vagone
numero quattro?» volle sapere una voce sconosciuta, levandosi dal gruppo con il
tono di chi comanda.
«Mancano un paio di casse e siamo a
posto» rispose una seconda voce dal profilo più basso.
La segnalazione che era arrivata a
John Perkins, poliziotto della contea dell’Arkansas, parlava di movimenti sospetti nella campagna appena
fuori da Little Rock. Aveva subito chiamato Freddy, che come sempre si era
infilato in casa dell’amante, o meglio sotto le sue lenzuola, sebbene fosse in
servizio, e l’altro gli aveva risposto con voce trafelata e spazientita di
andarsene a fare in culo. John aveva replicato che non c’era nessun problema,
poteva anche coprirlo e cavarsela da solo, tanto doveva essere una cosa da
niente, ma se lo fossero venuti a sapere i loro superori avrebbe riversato su
di lui ogni responsabilità. Freddy, dall’altra parte della linea, aveva
riattaccato e si era rimesso a lavorare sulla cameriera venticinquenne che si
sbatteva da un paio d’anni all’insaputa della moglie.
Sbuffando irritato, John aveva preso
la sua volante e aveva abbandonato il parcheggio dell’ipermercato per andare a
dare un’occhiata alla zona in cui erano stati segnalati quei movimenti sospetti. Alla peggio, poteva
trattarsi di qualche contadino zuccone che si era messo a dar fuoco alle sterpaglie
senza prima avvisare i vicini. Non aveva bisogno di Freddy, per quel genere di faccende.
Adesso, l’agente John Perkins si
trovava immerso in una nube di fumo incredibilmente denso, impenetrabile.
Nessun tipo di sterpaglia poteva generare un fumo così. Non c’era fuoco che
avesse un odore come quello, e John cominciava a domandarsi se quella foschia
non fosse stata prodotta artificialmente.
Afferrò la radio che teneva appesa
alla cintura e l’accese, sintonizzandola sulla frequenza della polizia di
Little Rock. Una scarica statica gli suggerì che non avrebbe funzionato, ma
provò ugualmente e bisbigliò: «Qui è l’agente John Perkins. Mi trovo sul luogo
di una segnalazione, nella campagna a sud di Little Rock. Qui i movimenti sono ben più che sospetti. Credo che siano
stati adoperati dei fumogeni, ma non ne sono del tutto certo.» Niente, la radio
non dava segno di vita. Non riusciva a sintonizzarsi su alcuna frequenza, e
questo non gli piaceva affatto.
«Mi raccomando, con quei generatori.
Cercate di non sbatacchiarli troppo, ci servono funzionanti. Il vagone sette è
pronto?»
«Sì, signore. Il vagone sette è stato
chiuso, e anche il vagone otto.»
«Qui ai vagoni uno, due e tre non ci
sono problemi.»
«Bene, ci manca solo il quattro.
Datevi una mossa, abbiamo una tabella di marcia da rispettare.»
John si fece coraggio e avanzò di
qualche altro passo in mezzo alla fitta cortina di fumo, stringendo gli occhi
il più possibile per tentare di penetrare la nebbia cremosa che gli impediva di
scorgere i proprietari di quelle voci.
D’un tratto, il suo piede urtò
qualcosa. Portò subito gli occhi in direzione delle proprie scarpe e intravide
una lunga striscia metallica che sembrava essere stata sovrapposta a una serie
di assicelle di legno. Sembrava… Ma sì, era un binario!
«Vagone quattro pronto, possiamo
partire!» annunciò una voce stridula, emergendo dalla caligine.
«Ehi, un momento… E quello chi cazzo
è?»
John tirò su la testa, sorpreso, ed
ebbe appena il tempo di indovinare la sagoma della carrozza di un treno prima
di focalizzarsi sulla figura dell’uomo che correva nella sua direzione.
Uno sparo e finì tutto quanto.
L’agente John Perkins stramazzò sui binari con la testa fracassata da un colpo
di doppietta e il suo corpo venne rimosso rapidamente per permettere al treno
di partire.
lunedì 4 maggio 2015
Le Anime di Eglon - Prima Stagione - Episodio 24
Musica a tutto volume. Energica, di
quella abbastanza potente da far vibrare le tende della camera da letto. Hollywood Undead, sparati a un ritmo
talmente sostenuto da far credere di essere in bilico sull’orlo della morte.
Era così che gli piaceva. Oh sì, solo così poteva togliersi dalla testa tutto
ciò che aveva visto quella mattina fuori di casa.
Il computer portatile, attaccato alla
presa della corrente tramite il cavo di alimentazione, illuminava il viso di
Rick McField. Il ragazzo, sdraiato sul letto, aveva collegato le cuffiette del
suo iPod direttamente al portatile e adesso si stava gustando l’ultimo disco
degli HU con l’amaro in bocca. Non
poteva scaricarsi niente di nuovo, non poteva accedere a Facebook, non aveva modo di controllare la posta elettronica. Era
tagliato fuori, in parole povere. Come il resto della sua dannatissima città.
Google
non rispondeva alle sue insistenti suppliche di resurrezione, e alla stessa
maniera si comportavano i beneamati Youtube,
Blogger e iTunes. Una tremenda catastrofe, ma non pareva ancora del tutto
irrimediabile. Nel senso che non si trattava di un virus informatico,
dopotutto: non aveva bisogno di ripristinare il sistema, gli bastava aspettare
che internet tornasse in vita. Appena le linee fossero state ricollegate, non
ci sarebbero più stati problemi di connessione e la sua esistenza sarebbe
ritornata a essere com’era prima di quell’incomprensibile vicenda.
Il suo computer funzionava, perlomeno.
Aveva rimosso la batteria prima di collegare il portatile alla corrente di
casa. Gli avevano spiegato di fare così, quando l’aveva comperato giù al
negozio di Neighbour Street: in questo modo non rischiava di usurare la carica
della batteria troppo in fretta e di ridurne l’autonomia nel giro di qualche mese.
In quel computer aveva tutti i suoi film preferiti, le sue canzoni, i suoi
giochi. Tutti i dati più importanti della sua vita erano contenuti in
quell’hard disk da cinquecento giga, e finché continuava a sparargli musica
nelle orecchie andava tutto bene.
Quella mattina, a scuola, aveva
assistito a una scena terrificante. Le classi erano logicamente quasi del tutto
vuote, e un quarto dei professori non si era presentato a lezione negli ultimi
giorni. I genitori di Rick avevano insistito affinché non rimanesse a casa a
poltrire, e lui aveva protestato un po’, ma alla fine aveva ubbidito al comando
di mamma e papà. D’altronde, bisognava dire che in fin dei conti non aveva
scelta.
La scena più raccapricciante della sua
esistenza gli si era offerta quella mattina alle otto in punto, quando assieme
a un paio di compagni di classe era entrato in aula. Era stata addirittura
peggiore di quella volta in cui alcuni amici al campeggio avevano legato uno
scoiattolo e gli avevano infilato in bocca un petardo acceso. Il botto aveva
schizzato sangue da tutte le parti, persino sulla sua faccia. Ma entrando a
scuola quella mattina, mettendo piede tra quelle quattro pareti che lo
ospitavano cinque giorni su sette…
Trovare il prof di religione impiccato
sopra alla cattedra rovesciata non era stato molto carino. Specie perché aveva
gli occhi sbarrati, e perché la cintura per la quale era appeso oscillava
ancora…
Ad ogni modo, era acqua passata. I
suoi genitori avevano acconsentito a tenerlo a casa da scuola, e i pochi
professori rimasti avevano pregato anche gli altri di fare lo stesso. La
situazione era troppo drammatica per fingere che non stesse accadendo nulla.
Non era possibile chiudere gli occhi di fronte a una realtà simile. Era
semplicemente sbagliato.
D’un tratto il computer portatile di
Rick si spense e il viso illuminato del ragazzo sprofondò nell’oscurità.
giovedì 30 aprile 2015
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita
Ci siamo, mio Carissimo Lettore: è giunto il momento di annunciare la data ufficiale di pubblicazione del Volume 2 della serie Lacrime di Cenere, che si intitolerà, come preannunciato, A Un Passo dalla Vita.
Ne approfitto, inoltre, per presentarti la copertina ufficiale di questo nuovo capitolo della saga.
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita sarà ufficialmente disponibile per l'acquisto su Amazon (Kindle Store) a partire da venerdì 22 maggio, a soli 0,99 euro come il Volume precedente.
La novità, con il Volume 2, sarà data dal fatto che non verrà accompagnato da un'anteprima dei capitoli qui su Scrivere Sotto la Luna, come invece era capitato con il Volume 1.
Anche se, forse, prima della pubblicazione posterò qui qualche stralcio promozionale, giusto per farti assaporare in anticipo le tonalità della nuova storia.
Non vedo l'ora di presentarti il Volume 2 nella sua versione integrale. Sto giusto apportando gli ultimi ritocchi. Preparati, perché il mondo di Lacrime di Cenere sta per arricchirsi di un nuovo personaggio molto importante...
Ne approfitto, inoltre, per presentarti la copertina ufficiale di questo nuovo capitolo della saga.
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita sarà ufficialmente disponibile per l'acquisto su Amazon (Kindle Store) a partire da venerdì 22 maggio, a soli 0,99 euro come il Volume precedente.
La novità, con il Volume 2, sarà data dal fatto che non verrà accompagnato da un'anteprima dei capitoli qui su Scrivere Sotto la Luna, come invece era capitato con il Volume 1.
Anche se, forse, prima della pubblicazione posterò qui qualche stralcio promozionale, giusto per farti assaporare in anticipo le tonalità della nuova storia.
Non vedo l'ora di presentarti il Volume 2 nella sua versione integrale. Sto giusto apportando gli ultimi ritocchi. Preparati, perché il mondo di Lacrime di Cenere sta per arricchirsi di un nuovo personaggio molto importante...
lunedì 27 aprile 2015
Le Anime di Eglon - Prima Stagione - Episodio 23
Sabato mattina, finalmente. Quant’è bello il sabato mattina, quando si
porta dietro la consapevolezza che un’altra settimana è finita? Impossibile
rispondere a questa domanda. Impossibile quantificare la bellezza assoluta del
sabato mattina. Specie di quel sabato
mattina in particolare, che si prospettava sereno e invitante.
«Erika! Come stai, amore?» la riscosse
la voce di Brittany, delineandosi nell’aria come il tocco magico di un angelo
sospeso.
Erika si voltò e vide l’amica venire
avanti con un ampio sorriso. Si fermò ad aspettare che la raggiungesse e si
scambiarono un bacio sulle guance, abbracciandosi.
«Tesoro, sono felice di rivederti.
Oggi è proprio una bella giornata, vero?» disse Erika, inalando il profumo
della compagna di classe e lasciando che per qualche istante le coccolasse i
sensi, abbandonandosi nella sua fragranza inconsistente.
«Sì, sono d’accordo» approvò Brittany,
separandosi dall’abbraccio e studiando la migliore amica con i suoi occhi
espressivi. Aveva gli occhi azzurri, Brittany. Di quella particolare tonalità
di azzurro che il cielo assume soltanto quando è completamente sgombro. I
capelli, biondo chiaro, le ricadevano sciolti sulle spalle e la pelle perfetta,
liscia come la superficie di un foglio di carta appena pressato, si distendeva
in un sorriso assolutamente disarmante.
Brittany squadrò l’amica, che aveva
una lunga chioma bruna e occhi di un marrone incredibilmente profondo, quasi
surreale. Anche la pelle di Erika era perfetta, valutò mentre la esaminava da
vicino, e il suo corpo era snello e slanciato.
«Niente compiti e niente
interrogazioni stamattina, giusto?» domandò ancora Erika, affiancandosi
all’amica e avviandosi con lei in direzione del liceo, che si trovava lungo
Main Street a circa due isolati di distanza dal municipio di Eglon.
«No, teoricamente no» confermò
Brittany, sempre raggiante. Si volse a guardare in viso l’amica e i loro occhi
si scambiarono sussurri di una complicità inestimabile, che nessun altro al di
fuori di loro sarebbe riuscito a cogliere. Si misero entrambe a ridacchiare e
si tennero giocosamente per mano, andando avanti per il marciapiede con estrema
calma.
«Stasera che si fa?» riprese Brittany,
mentre facevano il loro ingresso nel corridoio centrale del liceo, lasciandosi
circondare da una fiumana di studenti in movimento.
«Devo fare da autista a mia sorella.
Vuole andare alla festa di Tila Berkovich, e io la devo per forza accompagnare
fino a là. Poi però sono libera» illustrò Erika.
«Beh, direi che uscire è escluso: sono
troppo stanca, per questa settimana è meglio fare una cosa tranquilla… Vieni da
me dopo aver mollato giù tua sorella e ci spariamo un film?» propose Brittany,
lanciando una strizzatina d’occhio all’amica.
«Se è un horror ci sto!» accettò
felice Erika, rispondendo con un sorriso d’intesa.
«Oro! Direi che siamo d’accordo,
allora. Ti aspetto per le nove, nove e mezza al massimo. Ci buttiamo a letto in
camera mia e ci guardiamo l’horror» concluse Brittany, scuotendo la cascata di
capelli biondi e puntando i suoi occhi – scorci di cielo sgombro – in quelli
marroni della compagna di classe. «Una serata tranquilla, come piace a noi.»
«Esatto» confermò Erika, ed entrarono
assieme in classe.
Ancora non lo potevano sapere,
naturalmente, ma non sarebbe stata affatto una serata tranquilla. Anzi.
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