lunedì 30 aprile 2012

Il Blocco dello Scrittore

"Il Blocco dello Scrittore", mio Carissimo Lettore, è il racconto con il quale mi sono piazzato tra i semifinalisti del Premio "Campiello Giovani" 2012, pubblicato integralmente qui su "Scrivere Sotto la Luna". Ho scritto il testo in quattro sere, distribuite fra martedì 3 e domenica 8 gennaio dello stesso anno. L'idea era di costruire qualcosa di diverso dal solito, e alla fine ne è uscito una specie di racconto psicologico, che tuttavia non si lascia inquadrare in alcun genere specifico. Subito dopo la mattinata di presentazione a Verona della cinquina dei finalisti, nella quale sono entrate storie dalla fisionomia totalmente diversa rispetto a quella propria de "Il Blocco dello Scrittore", ho deciso di postarlo qui, nel mio blog, dividendolo in tre parti. Ecco i link che rimandano dunque alla versione completa del racconto. Buona lettura!

Riunificazione Racconto

Come è già stato fatto con i precedenti racconti, Lettore, per rendere più semplice il raggiungimento de "Il Blocco dello Scrittore" (attraverso il pannello "Racconti") ho deciso di riunire i link alle 3 parti in un unico post che raccolga perciò l'intero racconto.
Dunque, da oggi "Il Blocco dello Scrittore" sarà disponibile nella sezione "Racconti" con un unico collegamento che a sua volta rimanderà alle 3 parti in cui è stata suddivisa la storia.
Nel caso in cui tu non abbia ancora avuto modo di leggerlo, quindi, ecco l'occasione giusta per farlo!

sabato 28 aprile 2012

Il Blocco dello Scrittore - Parte 3

«Non ti preoccupare, Debbie» farfugliò il dottore con fare vagamente spensierato, rivolgendo alla donna un mezzo sorriso. Da dietro le lenti spesse i suoi occhi azzurro spento sondarono quelli dell’interlocutrice, scendendo furtivamente a sogguardarle le curve messe in risalto dalle pieghe del vestito. «Qui starà bene, vedrai.»
«Lo spero, Craig. Da quando è cominciata non è più stato lo stesso. E ora che è ridotto in questo stato… Non lo so, spero soltanto che si possa riprendere. E che possa ricominciare a scrivere come faceva prima» mormorò Debbie con una lieve venatura di malinconia nella voce. Scrutò il volto tirato del marito, percorrendogli gli occhi distratti. Charlie sembrava irrequieto. Si mosse sulla sedia con aria agitata, spostando la testa da una parte all’altra senza focalizzare la propria attenzione su di un punto preciso.
«Si è mai comportato in maniera violenta?»
«Chi, Charlie? No, non ha fatto male nemmeno ad una mosca. Un mese e mezzo fa, più o meno, si è lamentato di non riuscire più a scrivere. Ha ricominciato a fumare dopo dodici anni, capisci? E poi si è chiuso in se stesso e ha smesso di parlare. Avrei dovuto portarlo qui già da qualche settimana, lo so, ma credevo di poterla risolvere per conto mio…»

Scioglimento del Blocco

E con oggi, mio Caro Lettore, chiudiamo la pubblicazione del racconto "Il Blocco dello Scrittore". Spero che la storia ti sia piaciuta. Ora ti manca soltanto la Parte 3, dico bene?
D'accordo, eccola qui di seguito. Come sempre, buon viaggio!

venerdì 27 aprile 2012

Lacrime di Mezzanotte

Bisogna lasciare che la pioggia lavi via tutte le lacrime dei nostri padri, prima di cominciare a sperare che venga un acquazzone a mescolarsi con le nostre per farle sparire.
Le lacrime. Che cosa sono esattamente le lacrime, secondo voi? A parer mio si tratta di piccoli pezzettini luccicanti di uno specchio che esiste dentro ciascuno di noi. O, almeno, così mi piace pensarla. Frammenti di uno specchio che si sgretola ogni volta che soffriamo. I nostri occhi, incaricati di sputarli fuori per permettere ad un nuovo specchio di ricomporsi, fanno sempre bene il loro lavoro. È lo specchio della nostra serenità interiore, della nostra felicità, del nostro stare bene, e ogni volta che soffriamo questo specchio va in frantumi e noi piangiamo. E poi, faticosamente, dobbiamo costruirne un altro in vista della prossima stilettata al cuore.
Quella sera del diciassette di giugno, della quale vi voglio raccontare, era toccata a mia sorella vedere il proprio specchio sbriciolarsi come un bicchiere lasciato precipitare dal novantanovesimo piano di un immenso grattacielo. Era stata piantata dal suo ragazzo, con il quale aveva condiviso gli ultimi sei mesi della propria dura realtà adolescenziale, e si sentiva letteralmente distrutta. Distrutta come si sarebbero sentiti quel bicchiere e quello specchio, se soltanto avessero potuto provare qualcosa. Ma gli oggetti, come ben sapete, non sono capaci di provare emozioni. Le persone invece sì, e mia sorella in quei momenti avrebbe volentieri scambiato la propria esistenza con quella di un bicchiere pur di non stare così male.

giovedì 26 aprile 2012

Il Blocco dello Scrittore - Parte 2

Quella notte, Debbie aveva seguitato a piangere ininterrottamente per delle ore. Dentro di sé Charlie continuava a sentirla, di sopra nella loro camera da letto, lontana. Avvertiva i suoi singhiozzi, percepiva l’umidità delle sue lacrime che impregnava l’aria. Stava seduto sul pavimento a gambe divaricate, in compagnia di quella dannatissima macchina da scrivere che non voleva saperne di sputare fuori una parola che fosse una. Si teneva la testa fra le mani perché gli girava un po’. Aveva iniziato a sentirsi veramente frastornato dopo il sesto… no, il settimo bicchiere di whisky che aveva mandato giù.
Non era bravo con i conti, ma il numero dei bicchieri se l’era tenuto in mente lo stesso. Tutto d’un tratto gli era parsa una cosa importante. Sette. Era un numero magico, simbolico, forse addirittura potente. Magari era per questo che gli girava la testa: non per il whisky, ma perché i bicchieri che aveva bevuto erano esattamente sette.
Aveva ridacchiato fra sé e sé, e la testa aveva preso a vorticargli attorno al collo come un uragano impazzito. Se l’era stretta ancora più forte tra le mani per fermarla, e in parte aveva funzionato. Ma adesso gli serviva un ottavo bicchiere per spezzare l’effetto, giusto? Una volta levato quell’incantesimo o maledizione che fosse, era certo che si sarebbe potuto rimettere a scrivere in tutta tranquillità.
Aveva già accuratamente spostato la scrivania nel corridoio appena fuori dalla porta dello studio, dopo che Debbie si era rifugiata in camera da letto tra le lacrime, e adesso nell’angolo dove un tempo si trovava la sua postazione di lavoro c’erano due bottiglie di whisky adagiate sul parquet. Si era alzato stancamente. Era andato a vuotarsi un bicchiere colmo fino all’orlo di liquore forte, era ritornato a sedersi davanti alla macchina da scrivere e aveva ingollato rapidamente tutto il liquido ambrato.
Sì, ora si sentiva meglio. Molto meglio.

Proseguiamo

Ed eccoci qui di nuovo, Lettore, per fiondarci assieme nella Parte 2 de "Il Blocco dello Scrittore".
Domani uscirà il racconto inedito di questa settimana per il ciclo Orrori Brevi, dunque stai pronto a tuffarti in storie che non hai mai neanche lontanamente immaginato.
Il nuovo Orrore Breve si intitola Lacrime di Mezzanotte.
Per adesso, dunque, ti lascio proseguire con calma la lettura de "Il Blocco dello Scrittore". Come sempre, ti auguro un buon viaggio!

martedì 24 aprile 2012

Il Blocco dello Scrittore - Parte 1

Diciamo pure che non è una situazione molto felice, quella che si vive quando si ha un blocco. Il peggiore incubo di ogni scrittore. La condizione che tutti coloro che lavorano con le parole temono, e con la quale prima o poi devono confrontarsi in un faccia a faccia per nulla scontato. Si tratta quasi di una sorta di prova, un tetro e terrificante rito di passaggio da superare per capire quanto valore si dà all’attività svolta ogni giorno per stare bene con se stessi e liberarsi di quei tumori che sono a volte le idee. Perché le idee, o almeno quelle folgoranti, sono proprio come dei tumori, non è vero? Non puoi stare veramente bene finché l’ispirazione continua a tormentarti, a sussurrare, ad apparire e scomparire, impedendoti di dormire e, in alcuni casi, persino di respirare regolarmente.
Il dramma che Charlie viveva da almeno un paio di mesi era più o meno questo, senza troppe esagerazioni. Le notti insonni, trascorse a girarsi e rigirarsi tra le lenzuola, con le palpebre che si chiudevano da sole e la mente che non voleva saperne di andare in standby, lo stavano facendo letteralmente delirare. Aveva occhiaie profonde e marcate e gli occhi perennemente arrossati, tanto che guardandosi allo specchio la mattina si rendeva conto di assomigliare sempre di più ad un eroinomane sull’orlo di una crisi d’identità.
Era passato un mese, suppergiù, dall’ultimo incontro dei suoi capelli con un pettine, e non si faceva la barba da altrettanto tempo. In fondo, tutto questo contava davvero poco. Che senso aveva sistemarsi i capelli e radersi se poi si metteva alla scrivania e non riusciva a buttare giù nemmeno uno straccio di paragrafo che avesse un minimo di senso compiuto?

Il Racconto del "Campiello Giovani"

Dunque, mio Fedele Lettore: finalmente sto per pubblicare in esclusiva su "Scrivere Sotto la Luna" il racconto con il quale sono arrivato tra i semifinalisti del Premio "Campiello Giovani" di quest'anno. Si tratta de "Il Blocco dello Scrittore", che sarà qui presentato integralmente, suddiviso in 3 parti.
La Parte 1 uscirà adesso, subito di seguito a questo post. Poi pubblicherò la Parte 2 e la Parte 3 nel corso dei prossimi giorni, in base al tempo a mia disposizione e agli altri impegni.
Per ora, quindi, ti auguro un buon viaggio in questa nuova storia!
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