martedì 31 gennaio 2012

Anticipazioni sull'Episodio 22

La prima cosa che mi viene da pensare, Lettore, è che con questa nuova settimana avrò parecchi grattacapi.
Sarà dura scrivere l'Episodio 22. Dovrò ritagliarmi qualche spazio di tempo per riuscire a lavorare alla stesura, ma già so che finirò per buttare giù tutto il testo tra il sabato e la domenica, inevitabilmente. Questo perché venerdì avrò la simulazione della terza prova d'esame, perciò la maggior parte delle ore sarà assorbita dallo studio. Non mancherò comunque di aggiornare "Scrivere Sotto la Luna" il più regolarmente possibile, e sicuramente in un modo o nell'altro riuscirò a completare l'Episodio 22 per il prossimo lunedì, dunque non temere: mi darò da fare e cercherò di essere presente come sempre, concentrato sulla scrittura come su qualsiasi altra attività richiesta dal mio corpo per sopravvivere.
Oggi, a testimonianza di tutto ciò, concludo con le Anticipazioni sull'Episodio 22:

Al di là di Tutto il Resto

Oltre tutto questo, al di là di tutto il resto, esiste la vita.
Forse è proprio questa la nostra unica certezza.
La nostra sola maledizione.
In fondo al cielo, poi, chissà.

lunedì 30 gennaio 2012

Le Anime di Eglon - Episodio 21 - Cittadini in Piazza

«Avanti, Joey. Sapevamo tutti quanti che doveva andare a finire così, prima o poi. Adesso vieni fuori e getta la spugna, su. Non vogliamo altro sangue. Ce n’è già stato fin troppo.»
Lo sceriffo Gordon Fillback parlava con voce calma e misurata, avanzando adagio nella penombra del seminterrato con la pistola spianata. Uno dei suoi uomini, di sopra, aspettava che l’ambulanza arrivasse a prendere un collega ferito e un narcotrafficante morto. I suoi due vice Krain e Corall, invece, erano lì sotto con lui, in quel corridoio freddo e umido che si snodava apparentemente all’infinito un paio di metri più in basso del pavimento della fabbrica.
Dopo aver lasciato giù le auto di servizio all’ingresso del quartiere di periferia avevano proseguito a piedi fino all’enorme complesso indicato loro dall’informatrice. Avevano varcato il cancello aperto senza problemi e avevano raggiunto l’ampio salone principale passando per il portone spalancato. Dentro, tra i bancali rigonfi di droga e di armi, avevano individuato immediatamente Joey Goode intento a firmare un documento accanto ad una finestra impolverata. Con lui c’era un uomo dall’aria sospetta che appena li aveva visti aveva sollevato la pistola già impugnata.
«Fermi, mani in alto!» aveva berciato lo sceriffo, spianando la sua arma. Il primo colpo era indirizzato a lui, ma l’aveva schivato nascondendosi dietro uno dei bancali. Poi era uscito allo scoperto e con uno sparo preciso aveva centrato il narcotrafficante ad una spalla, disarmandolo.
Joey Goode aveva aperto il fuoco senza indugio, posando la penna e imbracciando un fucile semiautomatico. Aveva preso in pieno Ted, uno dei poliziotti che aveva accettato di seguire Gordon Fillback in quell’impresa che sarebbe stata narrata su tutti i giornali della contea per la settimana a venire, e Steve Corall rispondendo al fuoco aveva accidentalmente beccato il petto del narcotrafficante, che era stramazzato al suolo.
Joey si era riparato dietro alcuni bancali e lo sceriffo aveva fatto segno ai suoi vice di accerchiarlo, ordinando all’altro poliziotto che era con loro di andare ad assistere Ted e chiamare immediatamente un’ambulanza.
Avevano seguito Joey dopo che aveva imboccato la ripida gradinata che conduceva nei sotterranei della vecchia fabbrica abbandonata e gli erano stati dietro per un bel pezzo, finché non era sparito. Adesso, però, ce l’avevano in pugno: non gli restava più nessuna via di scampo.
«Al contrario, caro sceriffo. Voi dovete gettare la spugna, prima che finisca male» lo contraddisse la voce di Joey Goode, scaturendo da Dio solo immaginava quale direzione. Gordon Fillback ispezionò con lo sguardo la metà oscura di corridoio che avanzava al di là delle sue sopracciglia aggrottate, cercando di indovinare da quale delle varie aperture laterali provenissero le parole di Joey.
«Sei in brutto guaio, Goode, e non credo che tu te ne renda conto. Traffico illegale di droga e armi, con un quantitativo del valore di un milione e mezzo di dollari, più che sufficiente a metterti dentro per un bel po’. Per colpa tua sono morte decine e decine di persone, in questa città, compresi molti dei miei poliziotti. Diamo la caccia alla tua banda da undici anni. Ma adesso è finita. Sei al capolinea, Joey.»
«Ma è proprio dal capolinea che l’autobus riparte per un altro giro» ribatté beffardamente il criminale, comparendo dal nulla con un grosso fucile imbracciato. Dietro di lui, una dozzina di uomini armati si fecero avanti, sprezzanti e pronti a tutto pur di difendere il vigliacco che li stipendiava.
Mercenari di Goode, pensò Gordon Fillback, e abbassò l’arma impotente, imitato dai suoi vice.
«Adesso detto io le condizioni, sceriffo. E ho giusto in mente un paio di commissioni per te. Ad esempio, potresti cominciare facendo sparire quel carico di droga e armi che c’è di sopra… Che cosa ne dici? Sei disposto a collaborare?»
Il ghigno sul volto di Joey Goode, in quel momento, fu talmente largo e malefico da far rabbrividire i poliziotti che lo tenevano sotto tiro.

I Ribelli di Eglon

La Rivoluzione prosegue, nella città di Eglon. E forse non avrà mai fine. Ma non è questo il punto: bisogna cominciare a pensare ad altro, adesso. Sopravvivere è ancora necessario, ma diventa fondamentale individuare alla svelta una via d'uscita.
La verità, probabilmente, è che non c'è modo di scappare. Ma allora rimane ancora una cosa da fare: combattere, e sparare fino all'ultimo colpo. Ormai non c'è altra soluzione...

sabato 28 gennaio 2012

The Walking Dead - Amore e Morte - Capitolo VIII

«Cazzo!» sbraitò Billy, fermandosi giusto in tempo per evitare che lo zombie di fronte gli addentasse la spalla senza troppa difficoltà.
«Stai indietro!» gridò Rick, sollevando la pistola e sparando. Il colpo, partito da una distanza ravvicinata, sbalzò indietro il corpo morto che si stava per arrampicare addosso a Billy e lo fece stramazzare al suolo, lordo di sangue.
Billy si girò e abbatté due degli zombie che li stavano raggiungendo alle spalle, mentre Rick sparava dalla parte opposta senza nemmeno prendersi tempo per riflettere sul da farsi.
Erano in troppi, e ben presto Billy e Rick registrarono questa ineluttabile verità e ne furono terrorizzati.
«Ho poche munizioni» sentenziò tutt’a un tratto Billy, affiancandosi all’amico e fermando l’avanzata di uno zombie che risaliva il sentiero che avrebbero dovuto percorrere per poter tornare a casa.
Il bosco vomitava una colonna di morti dietro l’altra, e sembrava quasi che quegli ammassi di carne putrida e fredda fossero interminabili. Non avrebbero potuto fermarli tutti. Sarebbero stati sopraffatti, e presto. Erano in due ed erano stati intrappolati.
«Mi restano due colpi soltanto, Rick!» esclamò Billy dopo aver fracassato la testa di uno zombie con l’impugnatura del fucile.

Camminiamo tra i Morti

Questo fine settimana io e te, mio Caro Lettore, camminiamo tra i morti.
Ho finito di scrivere il Capitolo VIII di "Amore e Morte", il mio episodio ispirato alla serie televisiva statunitense "The Walking Dead", e non vedevo l'ora di fartelo leggere. Ora, finalmente, è arrivato il momento di pubblicarlo in esclusiva su "Scrivere Sotto la Luna".
Spero che ti piaccia, Lettore. Si tratta di un capitolo un po' più movimentato dei precedenti, più rapido e più claustrofobico, abbastanza pieno di zombie da soddisfare gli amanti del genere. Perciò, dovrai stare attento a come muoverti in mezzo a quel bosco, Lettore. Perché Billy e Rick sono armati, ma noi no. E temo non avranno colpi a sufficienza per coprirci le spalle mentre fuggiremo dalle mani fredde dei morti che camminano...

venerdì 27 gennaio 2012

Jericho: la Storia Soppressa

Una delle serie televisive più belle che io ricordi è probabilmente "Jericho", una storia assolutamente geniale che nel 2008 è stata definitivamente soppressa dopo due sole stagioni. Già alla fine del primo ciclo di puntate si era parlato di interrompere la serie, ma le proteste dei fan riuscirono ad ottenere una seconda stagione di soli sette episodi, non conclusa e inconcludente per via dei pochi ascolti registrati.
Un vero peccato, perché "Jericho" era davvero una storia che funzionava. Un attacco terroristico nucleare, che mette in ginocchio gli Stati Uniti e ne altera irrimediabilmente la fisionomia. Oltre venti città rase al suolo dalle bombe H. La lotta per la sopravvivenza di coloro che sono rimasti, i profughi delle metropoli colpite, il crollo delle leggi e del controllo, la caduta dei poteri. La degenerazione umana.
Poi, con la seconda stagione, il ritorno della civiltà e la ricostruzione, nell'ottica di una guerra civile che diviene sempre più inevitabile.

giovedì 26 gennaio 2012

Scrittore Narcotrafficante

Che cos'è esattamente uno scrittore? Di che cosa si occupa? In cosa consiste il suo lavoro?
Beh, essenzialmente fare lo scrittore è vendere fumo. Si vendono parole, storie e pensieri, tutti i frutti che la mente dello scrittore è capace di far maturare e raccogliere. In sostanza, si tratta di fumo che viene spazzato via dal primo alito di vento. Fumo di ottima qualità, però, questo bisogna dirlo.
Poi, c'è da tenere conto anche del fatto che le storie e le idee, per uno scrittore, sono come droga. Ne vende parecchie, certo, ma prima le consuma, ne abusa spesso e volentieri e si lascia trasportare in mondi fantastici, realtà sconvolgenti e scenari coinvolgenti dalla sua immaginazione. La creatività di uno scrittore, la sua fantasia, è forse molto più potente di qualsiasi droga in commercio. E i libri e i racconti che uno scrittore pubblica, in fin dei conti, sono generose dosi di questa droga maledetta che vengono tranquillamente legalizzate e spacciate senza remore, senza controlli.
Lo scrittore prova tutte le sue idee, si fa delle sue idee e decide quali sono le migliori. Poi le vende al suo pubblico, rassicurandolo sul fatto che saranno roba di qualità, in grado di farlo viaggiare come mai ha viaggiato prima. E il bello è che non ci sono controindicazioni. La salute non ne risente, l'unica a cedere un po' il passo è la concentrazione. Ogni libro letto è un frammento di sanità mentale soffocato dalla follia, in fin dei conti. E questo è l'unico effetto collaterale della droga spacciata da uno scrittore.
Insomma, lo scrittore è uno dei narcotrafficanti più forniti ed efficienti che ci siano in questo mondo. Le sue idee e la sua immaginazione sono droghe pesanti, e vendendole a piccole dosi di carta rilegata è capace di trascinare migliaia di menti nel baratro in cui vive.
La parte migliore, in tutto questo, è che l'unica cosa che conta, per lo scrittore, è quel breve momento in cui può abusare della sua droga prima di tagliarla, impaginarla e spacciarla. Quella è la fase più importante di tutto il processo, ed è per essa che lo scrittore continua a scrivere.

mercoledì 25 gennaio 2012

Profumo della Paura

È una strada lunga, quella che bisogna ancora percorrere. C'è necessità di cambiamento nell'aria. Odore di antico, un odore legato alla pietra delle nostre case, che non se ne va. Come un miasma fatale, che non siamo e non saremo mai capaci di scacciare. È il profumo della paura. Sempre attiva, sempre presente.
Per questo gli uomini lucidano le loro armi prima di andare a dormire. Le caricano e si infilano sotto le coperte più tranquilli, accanto a mogli, fidanzate, conviventi, amanti occasionali. Ma l'arma è vicina, perché il profumo della paura non scompare e il retrogusto della morte può invadere la bocca in qualsiasi momento, senza preannunciarsi, semplicemente comparendo dal nulla e insediandosi stabilmente.
Che l'umanità prepari pure le sue scialuppe di salvataggio: se non rimarrà terra dove approdare, ogni sforzo sarà vano.
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