domenica 12 luglio 2015
Japanimando, numero 49
Buongiorno, mio Carissimo Lettore!
Oggi ti scrivo per farti sapere che nel nuovo numero di "JAPANIMANDO", webzine gratuita che si occupa di fantastico (fantasy, fantascienza e horror in tutte le loro sfaccettature), le pagine 14-15-16 sono interamente dedicate a me, a Scrivere Sotto la Luna e ai suoi progetti, nonché alla serie Lacrime di Cenere e al nuovo racconto La danza dei morti.
Puoi scaricare l'intero numero della webzine (numero 49) a questo link, gratuitamente: JAPANIMANDO 2015-2016.
martedì 7 luglio 2015
La danza dei morti (Delos Digital, collana "Chew-9", a cura di Franco Forte)
Ci siamo, mio Carissimo Lettore: da oggi è disponibile in tutti i principali store il mio racconto lungo di fantascienza "La danza dei morti", edito da Delos Digital nella collana "Chew-9", a cura di Franco Forte. Di seguito un breve abstract, la sinossi e i link alle pagine d'acquisto negli store più importanti.
Alla Elektrica denaro, sesso e droga danzano a braccetto nel silenzio di una notte eterna. Ma la danza dei ricchi e potenti sta per trasformarsi in una danza di morti...
La Elektrica, la più grande discoteca intergalattica mai costruita, troneggia sulla piccola luna di Celos, nel cuore di un'imponente fortezza di pietra e acciaio eretta ai bordi di una sconfinata città di baracche. Dentro, lo sfarzo e la ricchezza dettano il ritmo delle danze. Fuori, povertà e malattie seminano morte per ogni dove. Alecs Di Iodio, un "self-made-man" venuto dalla strada, mette piede per la prima volta in questa violenta contraddizione. Vittima di un'inguaribile bruttezza, è in cerca soltanto di un'occasione per sentirsi accettato. E per un attimo riesce a trovarla, quando una bellissima donna lo prende per mano e lo conduce con sé in un mondo fatato, finché il Chew-9 non si intromette, sovvertendo gli equilibri...
Alla Elektrica denaro, sesso e droga danzano a braccetto nel silenzio di una notte eterna. Ma la danza dei ricchi e potenti sta per trasformarsi in una danza di morti...
La Elektrica, la più grande discoteca intergalattica mai costruita, troneggia sulla piccola luna di Celos, nel cuore di un'imponente fortezza di pietra e acciaio eretta ai bordi di una sconfinata città di baracche. Dentro, lo sfarzo e la ricchezza dettano il ritmo delle danze. Fuori, povertà e malattie seminano morte per ogni dove. Alecs Di Iodio, un "self-made-man" venuto dalla strada, mette piede per la prima volta in questa violenta contraddizione. Vittima di un'inguaribile bruttezza, è in cerca soltanto di un'occasione per sentirsi accettato. E per un attimo riesce a trovarla, quando una bellissima donna lo prende per mano e lo conduce con sé in un mondo fatato, finché il Chew-9 non si intromette, sovvertendo gli equilibri...
mercoledì 17 giugno 2015
Il primo racconto con Delos Digital
Buondì, mio Carissimo Lettore!
Gli ultimi giorni hanno portato con sé una novità molto interessante, e voglio renderti partecipe: un mio racconto di fantascienza è stato accettato per la pubblicazione dalla casa editrice Delos Digital, costola digitale di Delos Books, diretta da Franco Forte (editor e autore Mondadori).
Oggi ho dunque sottoscritto il contratto editoriale con Delos Digital per la pubblicazione del racconto in questione, intitolato La danza dei morti, all'interno della collana fantascientifica Chew-9, ideata dallo stesso Franco Forte.
La danza dei morti uscirà in edizione ebook in tutti i principali store online già martedì 7 luglio. Sarà il numero 35 della collana, ma si tratta comunque di un racconto autoconclusivo.
Ti terrò al corrente sugli sviluppi, nel frattempo ti invito a dare un'occhiata alla serie Chew-9 per farti un'idea più precisa: ne vale davvero la pena.
Ecco il link alla pagina della collana nel Delos Store:
Gli ultimi giorni hanno portato con sé una novità molto interessante, e voglio renderti partecipe: un mio racconto di fantascienza è stato accettato per la pubblicazione dalla casa editrice Delos Digital, costola digitale di Delos Books, diretta da Franco Forte (editor e autore Mondadori).
Oggi ho dunque sottoscritto il contratto editoriale con Delos Digital per la pubblicazione del racconto in questione, intitolato La danza dei morti, all'interno della collana fantascientifica Chew-9, ideata dallo stesso Franco Forte.
La danza dei morti uscirà in edizione ebook in tutti i principali store online già martedì 7 luglio. Sarà il numero 35 della collana, ma si tratta comunque di un racconto autoconclusivo.
Ti terrò al corrente sugli sviluppi, nel frattempo ti invito a dare un'occhiata alla serie Chew-9 per farti un'idea più precisa: ne vale davvero la pena.
Ecco il link alla pagina della collana nel Delos Store:
venerdì 22 maggio 2015
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita
Il giorno è arrivato, mio Carissimo Lettore: il Volume 2 di Lacrime di Cenere, A Un Passo dalla Vita, è da oggi disponibile su Amazon in formato eBook, a soli 0,99 euro!
Ecco il link alla pagina d'acquisto ufficiale, basta premere il titolo qui sotto per iniziare il viaggio...
Ma mi raccomando, tieniti forte: la storia di Pietro non è facile da affrontare, e molti pericoli attendono nell'ombra, pronti a saltar fuori con le bocche già spalancate.
Ecco il link alla pagina d'acquisto ufficiale, basta premere il titolo qui sotto per iniziare il viaggio...
Ma mi raccomando, tieniti forte: la storia di Pietro non è facile da affrontare, e molti pericoli attendono nell'ombra, pronti a saltar fuori con le bocche già spalancate.
giovedì 21 maggio 2015
Lacrime di Cenere - Volume 2: A Un Passo dalla Vita - Incipit
Quella volta era stata davvero brutta.
Più brutta delle altre, e Pietro lo
sapeva. C’era poco da girarci intorno: era inutile che le sue figlie lo
rassicurassero, perché lui vedeva gli occhi dei dottori. Vedeva i loro occhi, e non c’era altro da dire. Nessuna
parola aggiunta a quegli sguardi avrebbe potuto dare loro più significato.
Gotta. Il dolore si diffondeva di
continuo in tutto il corpo, specialmente lungo le gambe e nei piedi, e spesso
era così intenso da farlo urlare nel sonno. Gli analgesici lo tenevano a bada,
ma Pietro sentiva che era in agguato. Se ne stava lì, acquattato dietro un
cespuglio, in attesa di spiccare il balzo finale e azzannarlo alla gola.
L’attacco che aveva subito nelle
ultime ore era stato tremendo. Sommandosi ai problemi di cuore aveva generato
un cocktail micidiale, che a detta dei medici aveva compromesso anche alcuni sistemi
vitali.
Ormai era chiaro: dopo anni e anni di
dura lotta era giunto il momento di mollare e lasciarsi trascinare via. Tanto,
combattere gli avrebbe regalato solamente qualche dolorosissimo minuto in più.
E prima finiva, meglio sarebbe stato per tutti.
Certo, doveva ammettere che quello che
sarebbe avvenuto in seguito lo angosciava. Non aveva mai creduto completamente
in Dio, come invece avevano sempre fatto i suoi fratelli. La fiducia nei
riguardi del futuro preferiva riporla nelle proprie mani, piuttosto che in
quelle di un’entità sconosciuta e senza volto. Però, che ci fosse inferno,
paradiso o purgatorio al di là della recinzione faceva una bella differenza.
Ma c’era davvero qualcosa? O si
trattava solo di una vana consolazione per far sentire meglio chi era obbligato
a rimanere indietro?
Ad ogni modo, ora come ora aveva poca
importanza. Se fosse successo qualcosa, dopo il suo ultimo sospiro, avrebbe
accettato ciò che doveva essere. Altrimenti, l’idea di un sonno della durata
dell’eternità era quantomeno allettante al termine di un’esistenza di lavoro e
tribolazioni.
Ciò che più lo spaventava, comunque,
era il dolore. Perché ne aveva provato tanto, tanto da fargli quasi perdere la
testa, e a denti stretti aveva sopportato. Aveva urlato in silenzio.
Adesso era sotto l’effetto degli
antidolorifici, appunto. Morfina e altra roba del genere, con ogni probabilità.
Ma avrebbe avuto male negli ultimi momenti? Avrebbe provato un picco più acuto,
più dannatamente insopportabile, o il cuore si sarebbe semplicemente fermato e
poi basta?
Erano domande che lo tenevano sveglio
più del dolore stesso. Non lo facevano dormire la notte. Assediavano la sua
mente, come un nutrito esercito, e quanto più tentava di eliminarle tanto più
esse si moltiplicavano, rimpinguando le file con truppe sempre fresche.
Non sapere niente di tutto questo era
forse la parte peggiore. La mancanza di una piena consapevolezza del proprio
destino era quasi intollerabile. Sarebbe morto, certo, ma questo che cosa implicava
con esattezza?
Si nasceva soli e si moriva soli,
sicuro. Ma quello che nessuno osava confessare era che probabilmente la
solitudine sarebbe stata ancora più profonda, dopo il trapasso. Definitiva, oltretutto.
Ma ecco un’altra drammatica verità
sulla morte: non lasciava alcuna libertà di scelta. Né sul dove, né sul come,
né tantomeno sul quando.
lunedì 18 maggio 2015
Le Anime di Eglon - Pausa Estiva
Buongiorno, mio Caro Lettore. Ti scrivo, oggi, per comunicarti che il romanzo a puntate Le Anime di Eglon entrerà in pausa estiva per qualche settimana. Gli ultimi Episodi della Prima Stagione, nella loro nuova veste rivista e corretta, riprenderanno a uscire ad agosto.
Nel frattempo, però, altri progetti si affacciano all'orizzonte, e presto arriveranno a bussare alle porte di Scrivere Sotto la Luna, perciò rimani nei paraggi: ci sono molte storie che ti voglio ancora raccontare...
Nel frattempo, però, altri progetti si affacciano all'orizzonte, e presto arriveranno a bussare alle porte di Scrivere Sotto la Luna, perciò rimani nei paraggi: ci sono molte storie che ti voglio ancora raccontare...
venerdì 15 maggio 2015
L'incipit nella Pagina Facebook
Buongiorno, mio Carissimo Lettore!
Ormai ci siamo quasi: manca una settimana all'uscita del Volume 2 di Lacrime di Cenere, per cui ho pensato di rendere l'attesa un po' meno snervante. Che ne diresti di dare un'occhiata all'incipit del romanzo?
A partire da oggi, e fino al 21 maggio, posterò ogni giorno nella Pagina Facebook di Scrivere Sotto la Luna un nuovo pezzetto dell'incipit del Capitolo 1, arrivando a coprire le prime 3000 battute.
Al termine del countdown, il 21 maggio, raccoglierò tutti i frammenti postati e pubblicherò le 3000 battute dell'incipit in un singolo post qui su Scrivere Sotto la Luna.
Coraggio, allora: cominciamo!
Ormai ci siamo quasi: manca una settimana all'uscita del Volume 2 di Lacrime di Cenere, per cui ho pensato di rendere l'attesa un po' meno snervante. Che ne diresti di dare un'occhiata all'incipit del romanzo?
A partire da oggi, e fino al 21 maggio, posterò ogni giorno nella Pagina Facebook di Scrivere Sotto la Luna un nuovo pezzetto dell'incipit del Capitolo 1, arrivando a coprire le prime 3000 battute.
Al termine del countdown, il 21 maggio, raccoglierò tutti i frammenti postati e pubblicherò le 3000 battute dell'incipit in un singolo post qui su Scrivere Sotto la Luna.
Coraggio, allora: cominciamo!
lunedì 11 maggio 2015
Le Anime di Eglon - Prima Stagione - Episodio 25
«Avete finito di caricare il vagone
numero quattro?» volle sapere una voce sconosciuta, levandosi dal gruppo con il
tono di chi comanda.
«Mancano un paio di casse e siamo a
posto» rispose una seconda voce dal profilo più basso.
La segnalazione che era arrivata a
John Perkins, poliziotto della contea dell’Arkansas, parlava di movimenti sospetti nella campagna appena
fuori da Little Rock. Aveva subito chiamato Freddy, che come sempre si era
infilato in casa dell’amante, o meglio sotto le sue lenzuola, sebbene fosse in
servizio, e l’altro gli aveva risposto con voce trafelata e spazientita di
andarsene a fare in culo. John aveva replicato che non c’era nessun problema,
poteva anche coprirlo e cavarsela da solo, tanto doveva essere una cosa da
niente, ma se lo fossero venuti a sapere i loro superori avrebbe riversato su
di lui ogni responsabilità. Freddy, dall’altra parte della linea, aveva
riattaccato e si era rimesso a lavorare sulla cameriera venticinquenne che si
sbatteva da un paio d’anni all’insaputa della moglie.
Sbuffando irritato, John aveva preso
la sua volante e aveva abbandonato il parcheggio dell’ipermercato per andare a
dare un’occhiata alla zona in cui erano stati segnalati quei movimenti sospetti. Alla peggio, poteva
trattarsi di qualche contadino zuccone che si era messo a dar fuoco alle sterpaglie
senza prima avvisare i vicini. Non aveva bisogno di Freddy, per quel genere di faccende.
Adesso, l’agente John Perkins si
trovava immerso in una nube di fumo incredibilmente denso, impenetrabile.
Nessun tipo di sterpaglia poteva generare un fumo così. Non c’era fuoco che
avesse un odore come quello, e John cominciava a domandarsi se quella foschia
non fosse stata prodotta artificialmente.
Afferrò la radio che teneva appesa
alla cintura e l’accese, sintonizzandola sulla frequenza della polizia di
Little Rock. Una scarica statica gli suggerì che non avrebbe funzionato, ma
provò ugualmente e bisbigliò: «Qui è l’agente John Perkins. Mi trovo sul luogo
di una segnalazione, nella campagna a sud di Little Rock. Qui i movimenti sono ben più che sospetti. Credo che siano
stati adoperati dei fumogeni, ma non ne sono del tutto certo.» Niente, la radio
non dava segno di vita. Non riusciva a sintonizzarsi su alcuna frequenza, e
questo non gli piaceva affatto.
«Mi raccomando, con quei generatori.
Cercate di non sbatacchiarli troppo, ci servono funzionanti. Il vagone sette è
pronto?»
«Sì, signore. Il vagone sette è stato
chiuso, e anche il vagone otto.»
«Qui ai vagoni uno, due e tre non ci
sono problemi.»
«Bene, ci manca solo il quattro.
Datevi una mossa, abbiamo una tabella di marcia da rispettare.»
John si fece coraggio e avanzò di
qualche altro passo in mezzo alla fitta cortina di fumo, stringendo gli occhi
il più possibile per tentare di penetrare la nebbia cremosa che gli impediva di
scorgere i proprietari di quelle voci.
D’un tratto, il suo piede urtò
qualcosa. Portò subito gli occhi in direzione delle proprie scarpe e intravide
una lunga striscia metallica che sembrava essere stata sovrapposta a una serie
di assicelle di legno. Sembrava… Ma sì, era un binario!
«Vagone quattro pronto, possiamo
partire!» annunciò una voce stridula, emergendo dalla caligine.
«Ehi, un momento… E quello chi cazzo
è?»
John tirò su la testa, sorpreso, ed
ebbe appena il tempo di indovinare la sagoma della carrozza di un treno prima
di focalizzarsi sulla figura dell’uomo che correva nella sua direzione.
Uno sparo e finì tutto quanto.
L’agente John Perkins stramazzò sui binari con la testa fracassata da un colpo
di doppietta e il suo corpo venne rimosso rapidamente per permettere al treno
di partire.
lunedì 4 maggio 2015
Le Anime di Eglon - Prima Stagione - Episodio 24
Musica a tutto volume. Energica, di
quella abbastanza potente da far vibrare le tende della camera da letto. Hollywood Undead, sparati a un ritmo
talmente sostenuto da far credere di essere in bilico sull’orlo della morte.
Era così che gli piaceva. Oh sì, solo così poteva togliersi dalla testa tutto
ciò che aveva visto quella mattina fuori di casa.
Il computer portatile, attaccato alla
presa della corrente tramite il cavo di alimentazione, illuminava il viso di
Rick McField. Il ragazzo, sdraiato sul letto, aveva collegato le cuffiette del
suo iPod direttamente al portatile e adesso si stava gustando l’ultimo disco
degli HU con l’amaro in bocca. Non
poteva scaricarsi niente di nuovo, non poteva accedere a Facebook, non aveva modo di controllare la posta elettronica. Era
tagliato fuori, in parole povere. Come il resto della sua dannatissima città.
Google
non rispondeva alle sue insistenti suppliche di resurrezione, e alla stessa
maniera si comportavano i beneamati Youtube,
Blogger e iTunes. Una tremenda catastrofe, ma non pareva ancora del tutto
irrimediabile. Nel senso che non si trattava di un virus informatico,
dopotutto: non aveva bisogno di ripristinare il sistema, gli bastava aspettare
che internet tornasse in vita. Appena le linee fossero state ricollegate, non
ci sarebbero più stati problemi di connessione e la sua esistenza sarebbe
ritornata a essere com’era prima di quell’incomprensibile vicenda.
Il suo computer funzionava, perlomeno.
Aveva rimosso la batteria prima di collegare il portatile alla corrente di
casa. Gli avevano spiegato di fare così, quando l’aveva comperato giù al
negozio di Neighbour Street: in questo modo non rischiava di usurare la carica
della batteria troppo in fretta e di ridurne l’autonomia nel giro di qualche mese.
In quel computer aveva tutti i suoi film preferiti, le sue canzoni, i suoi
giochi. Tutti i dati più importanti della sua vita erano contenuti in
quell’hard disk da cinquecento giga, e finché continuava a sparargli musica
nelle orecchie andava tutto bene.
Quella mattina, a scuola, aveva
assistito a una scena terrificante. Le classi erano logicamente quasi del tutto
vuote, e un quarto dei professori non si era presentato a lezione negli ultimi
giorni. I genitori di Rick avevano insistito affinché non rimanesse a casa a
poltrire, e lui aveva protestato un po’, ma alla fine aveva ubbidito al comando
di mamma e papà. D’altronde, bisognava dire che in fin dei conti non aveva
scelta.
La scena più raccapricciante della sua
esistenza gli si era offerta quella mattina alle otto in punto, quando assieme
a un paio di compagni di classe era entrato in aula. Era stata addirittura
peggiore di quella volta in cui alcuni amici al campeggio avevano legato uno
scoiattolo e gli avevano infilato in bocca un petardo acceso. Il botto aveva
schizzato sangue da tutte le parti, persino sulla sua faccia. Ma entrando a
scuola quella mattina, mettendo piede tra quelle quattro pareti che lo
ospitavano cinque giorni su sette…
Trovare il prof di religione impiccato
sopra alla cattedra rovesciata non era stato molto carino. Specie perché aveva
gli occhi sbarrati, e perché la cintura per la quale era appeso oscillava
ancora…
Ad ogni modo, era acqua passata. I
suoi genitori avevano acconsentito a tenerlo a casa da scuola, e i pochi
professori rimasti avevano pregato anche gli altri di fare lo stesso. La
situazione era troppo drammatica per fingere che non stesse accadendo nulla.
Non era possibile chiudere gli occhi di fronte a una realtà simile. Era
semplicemente sbagliato.
D’un tratto il computer portatile di
Rick si spense e il viso illuminato del ragazzo sprofondò nell’oscurità.
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