La donna sollevò la testa di scatto dal cuscino, ansimante, e si mise a sedere scostando le coperte che si erano incollate al suo corpo.
Era madida di sudore. Persino i capelli che le ricadevano sul viso, lunghi, mossi e neri, erano completamente bagnati. Leggere e silenziose gocce le percorrevano le guance scendendo dalla fronte, dove qualche ciocca si era appiccicata alla pelle. Respirava a fatica, come se la presa troppo stretta di una mano sul suo collo si fosse appena allentata e le avesse così permesso di riprendere a riempire d’aria i polmoni. Il petto si alzava e si abbassava velocissimo e in maniera irregolare per seguire quel respiro ansante al quale non era abituata, e le ci vollero alcuni minuti per riuscire a calmarsi.
Alla fine, non senza difficoltà, si tranquillizzò, ma non si sdraiò nuovamente per tentare di riaddormentarsi. Sapeva che non ci sarebbe comunque riuscita, perché ormai era da qualche anno che quella cosa le capitava ogni notte, e ancora non aveva trovato il modo di porvi fine.
Osservò con una punta d’ansia le tenebre che la abbracciavano assieme alle coperte. Un perfetto contrasto tra freddo e caldo, pensò. Tra smarrimento e protezione. Ma neanche sotto le coperte riusciva a sentirsi pienamente al sicuro. Specialmente perché non si trovava a casa sua. E perché suo marito non era lì con lei.
Già. Dov’era Michael?
Quando fu arrivata a stabilizzare completamente il respiro, ecco che una serie di tremiti incontrollati fece da preludio all’arrivo di una lenta scarica di singhiozzi. E con essi, allo stesso momento, giunsero le lacrime, che iniziarono a colarle lungo tutto il viso, bollenti e in un certo senso rassicuranti, a testimoniarle che era ancora viva, e lei permise loro di scendere dolcemente a seguire gli zigomi del suo volto, a calcare i segni di quelle che già erano cadute sul cuscino, mentre il suo corpo veniva scosso dai singulti.
Concesse al pianto soltanto cinque minuti, quindi lo soffocò con fermezza, dimostrando a se stessa di avere ancora il controllo, per ora, e scostò del tutto le coperte. Appoggiò i piedi per terra, saggiando il gelido pavimento, finché non trovò le pantofole e non ve li infilò dentro per poi alzarsi faticosamente e accendere la luce.












