mercoledì 8 febbraio 2012

Noia e Alcol

In una società frenetica e ossessiva come quella nella quale viviamo, votata all’eccesso e al caos, come può un adolescente sentirsi assolutamente libero dalle costanti e persuasive tentazioni dell’alcol? D’altro canto, mentre l’esistenza comincia piano piano a svuotarsi, viene facilmente da domandarsi con che cosa la si possa riempire. Dopotutto è di questo che ciascuno di noi ha bisogno, giusto? Di trovare il modo di colmare la voragine che con il passare del tempo si allarga sempre di più nel nostro animo. E, come la società ci insegna, sembra che la strada considerata migliore sia anche la più semplice: la via dell’alcol, un vicolo cieco che consente senza troppa fatica di mettere a tacere la coscienza e zittire l’assordante rumore del silenzio che c’è dentro di noi.
Esiste forse un’età nella quale l’individuo è più fragile di quanto non lo sia durante il periodo dell’adolescenza? È proprio su questo, a quanto pare, che puntano oggigiorno alcune tra le più grandi multinazionali dell’alcol: i giovani sono tanti, una fascia di mercato piuttosto cospicua, e perché non sfruttarne l’instabilità momentanea per tramutarli in fedeli acquirenti che, una volta assuefatti, non rinunceranno all’alcol per il resto della loro vita? E in effetti questa strategia dà i suoi frutti: il consumo di bevande alcoliche sta crescendo vertiginosamente tra i ragazzi; nel frattempo, l’età alla quale si comincia a bere con una certa frequenza cala spaventosamente.

martedì 7 febbraio 2012

Anticipazioni sull'Episodio 23

Dopo la pubblicazione del nuovo episodio, ecco che comincia la settimana e si fa strada a poco a poco la necessità di trovare il tempo per scrivere il prossimo.
Ormai andiamo verso la fine della stagione, Lettore. Lentamente si avvicina l'epilogo di questa prima serie di episodi, al termine della quale molte cose cambieranno in vista di una Seconda Stagione assolutamente ricca di novità e di intensi colpi di scena. Non ho ancora deciso se in totale le puntate della Prima Stagione saranno 30 o 32. Te lo farò senz'altro sapere appena avrò capito quanto spazio mi occorre per completare gli ultimi eventi necessari al prosieguo.
La puntata di lunedì sarà particolare, perché oltre a continuare a sviluppare la storia si soffermerà anche sulla vicenda di una coppia molto speciale di personaggi non ancora introdotti. Sarà un capitolo fuori dall'ordinario, insomma, anche se indispensabile per il seguito della trama.
Non voglio aggiungere altro. Vi rimando perciò direttamente alle Anticipazioni sull'Episodio 23:

lunedì 6 febbraio 2012

Le Anime di Eglon - Episodio 22 - Blackout

«Se la situazione non fosse così drastica, naturalmente eviteremmo più che volentieri di prendere simili provvedimenti. Ma a questo punto pare che non rimanga altra scelta. Mi capisce, non è vero?» lo interrogò la voce al telefono, a mo’ di domanda retorica.
«Certo, certo. Capisco» borbottò il comandante Smith, impotente. Stringeva la cornetta nella mano con troppa forza, tanto che le nocche gli si erano completamente sbiancate. Stava perdendo sensibilità, le dita gli facevano male. Se avesse premuto un po’ di più, pensò per qualche secondo di silenzio, forse avrebbe potuto addirittura distruggere quel giocattolo di plastica attraverso il quale le voci dei suoi superiori lo tenevano aggiornato sulle ultime decisioni.
Gli era stata tolta la libertà di manovra che inizialmente gli avevano accordato. Dopo l’incidente di quel bombardamento notturno, che non era stato lui ad autorizzare e che tuttora rimaneva avvolto dal mistero, i suoi superiori volevano essere informati ad ogni ora. Il comandante Smith restava al suo posto, al vertice gerarchico di quella fetta di esercito che si era appostata a pochi passi dalle barricate della città di Eglon, ma di fatto non era più lui a prendere le decisioni. Gli ordini arrivavano dall’alto, e lui non poteva fare altro che obbedire, senza controbattere alcunché.
«Il Segretario della Difesa ha incontrato il Presidente a Washington questo pomeriggio, in via del tutto eccezionale, per un colloquio privato. Sembra che l’opinione pubblica internazionale non stia vedendo molto di buon occhio questa situazione. I giornali di mezzo mondo l’hanno soprannominata rivoluzione terroristica, e ancora non si sa a chi attribuire la colpa. Di certo, il fatto che l’esercito non sia capace di reagire ha insospettito molti Paesi. Ma d’altro canto sanno benissimo che ci sono troppi civili, di mezzo. L’importante, ora come ora, è non compiere passi falsi» spiegò per l’ennesima volta la voce telefonica, arrochita dai chilometri di cavi che era costretta a percorrere per poter giungere all’orecchio del comandante Smith.
«Me ne rendo conto, signore. Per adesso stiamo semplicemente qui. Aspettiamo.»
«E aspetterete ancora per poco, comandante. Stiamo organizzando un piano per infiltrare alcune unità all’interno delle barricate. L’unico punto debole, per adesso, è la completa assenza di informazioni sulle quali basarci. Ci occorrerebbero notizie dall’interno, ma le comunicazioni continuano ad essere impedite. Ci stiamo lavorando.»
«Pensate davvero che tagliare le risorse possa servire a qualcosa?» domandò il comandante Smith, ancora lievemente perplesso.
«Senz’altro. Ne abbiamo discusso con il Segretario della Difesa, e il progetto è stato approvato. Entro poche ore sarà tagliato tutto quanto. Senza cibo, acqua, carburante, medicinali, gas ed elettricità i ribelli non potranno fare altro che arrendersi. Forse resisteranno una settimana, magari anche due. Dopodiché, però, getteranno a terra le loro armi in cambio di una sorsata d’acqua. Glielo garantisco, comandante.»
«E per quanto riguarda la popolazione civile?»
Dall’altra parte ci fu una breve esitazione. Il silenzio riempì la linea per qualche istante. Poi, la voce telefonica lo neutralizzò: «Dovranno fare dei sacrifici anche loro, per il bene del Paese. Dopotutto, hanno già pagato un terribile prezzo. Un leggero aumento, a questo punto, risulterà quasi del tutto ininfluente.»
«Sta parlando di vite umane, signore» gli fece notare Smith, trattenendosi.
«Lo so. Ma in questo momento è come se anche loro fossero contro di noi.»

La Rivoluzione che Avanza

Ce l'ho fatta, mio Carissimo Lettore: alla fine, dopo due soli giorni di stesura, ieri intorno alla mezzanotte ho ultimato la revisione dell'Episodio 22 del romanzo a puntate "Le Anime di Eglon", che adesso mi accingo a pubblicare, pur con qualche ora di ritardo rispetto al solito.
Impresa ardua, ma non impossibile, come sono riuscito a dimostrare. Ora ti lascio alle nuove pagine di questa strana avventura, in una città sempre più fredda, sempre più spaventata e sempre più buia.
Da dove viene questo rumore? Ah già, è la Rivoluzione che avanza... Andiamo, Lettore: entriamo.

sabato 4 febbraio 2012

Senza Titolo - Parte 1

Il giovanotto correva a perdifiato lungo la via lastricata del paese, ansimando e scansando i passanti con l’incertezza di un capriolo ferito. Non aveva più voce per chiedere che lo lasciassero passare. E in ogni caso, anche se ne avesse avuta, dubitava che potesse servire a qualcosa. Gli abitanti di quel piccolo borgo vicentino che sfiorava a malapena le mille anime non sembravano eccessivamente raffinati. Apparivano rozzi, bigotti e creduloni, ma tutto sommato non erano cattivi. Era semplicemente gente che con il passare degli anni si era adattata ai ritmi della campagna e li aveva fatti propri.
Superò un uomo che sistemava le verdure in esposizione davanti ad una bancarella e saltò agilmente un bambino accucciato in fondo ad una rampa di scalini, probabilmente intento a contare le monetine che qualche buona signora gli aveva fatto cadere tra le dita sporche di fango incrostato.
La taverna che stava cercando si trovava in fondo alla strada, sulla destra. Era quella che il signor Gianese frequentava più volentieri, perciò sperava vivamente di trovarlo lì dentro. Altrimenti, non sapeva proprio in quale altro posto avrebbe potuto andare a ripescarlo.
La porta si aprì con un lieve cigolio. Dall’interno fuoriuscì senza la minima esitazione una zaffata d’aria calda che odorava di uva, tabacco e sudore. Il giovane arricciò il naso un istante, gettò un’occhiata all’interno della penombra del locale e individuò la figura dell’uomo con cui doveva assolutamente parlare: Ubaldo Gianese, il pittore che lo aveva preso sotto la sua ala protettrice da quando aveva perso i genitori all’età di cinque anni. Lo vedeva di spalle, dalla soglia della taverna, ma non poté non riconoscerlo: la sua sagoma era inconfondibile, anche in mezzo a quel caos di avventori che sciamavano da un tavolo all’altro in cerca di vino, carte da gioco e scommesse.

Nuovissimo Racconto

Mio Fedele Lettore, a partire da oggi ti voglio proporre un nuovissimo inedito.
Si tratta di un racconto con il quale mi sono recentemente piazzato tra i segnalati di un concorso letterario. Ho deciso di pubblicarlo in 3 piccole parti, in base alla suddivisione che già presenta internamente. Non è un testo molto lungo, né tantomeno impegnativo. L'ho scritto tra il 9 e l'11 gennaio di quest'anno, dunque è ancora fresco di stesura. Spero sia di tuo gradimento.
Adesso, quindi, posto la Parte 1. Buona lettura e, soprattutto, buon viaggio!
Ah, quasi dimenticavo: il racconto si chiama "Senza Titolo".

venerdì 3 febbraio 2012

Tra Mille Impegni

Oggi, Lettore, mi trovo immerso tra mille impegni. Anzi, forse sarebbe meglio scrivere sommerso.
Domani dovrò lavorare intensamente alla stesura dell'Episodio 22 del romanzo a puntate "Le Anime di Eglon", su questo non ci piove. Sto inoltre cercando qualche testo interessante da pubblicare in vista del fine settimana, ma ancora non ho trovato il materiale giusto. Mi viene in mente che dovrò anche mettermi a scrivere gli ultimi due capitoli di "Amore e Morte", l'episodio ispirato a "The Walking Dead"...
Per adesso, mi concentro sugli impegni della giornata. Il resto verrà da sé, ne sono sicuro.

giovedì 2 febbraio 2012

Lo Stesso Tempo

Come corrono i giorni, Lettore. Corrono e scorrono senza sosta, senza mai fermarsi, senza lasciare tempo per riflettere. Ogni data arriva, prima o poi, immancabilmente. E, d'altro canto, come potrebbe non farlo? Eppure questa fuga di ore mi lascia sempre perplesso, confuso di fronte al modo in cui i minuti scivolano via.
Sensazione strana e allo stesso tempo famigliare. Fin troppo conosciuta. Con le idee che mi affollano la testa, concentrarmi sul flusso dei giorni è quasi impossibile. Così non riesco ad afferrarli, e loro mi scappano via.
Ancora un minuto e poi dovrò mettermi a studiare. Un'ultima riflessione, rapida e fugace. Non mi porterà via più di qualche manciata di secondi. Secondi preziosi, però. Questo è vero. Ogni secondo è di per sé prezioso, perché in ogni secondo potrebbe verificarsi un evento capace di stravolgere tutta un'esistenza. D'altronde, gli avvenimenti più importanti avvengono nell'arco di pochi secondi. Una manciata di secondi qualsiasi, e poi tutto si esaurisce e la via è cambiata. La persona è cambiata. Quando il tempo rimane per sempre lo stesso.

mercoledì 1 febbraio 2012

Culla di Pensieri

Lasciarsi cullare dai pensieri è importante, alle volte. Perché noi, tutti noi, siamo in fondo come dei bambini. Abbiamo bisogno di lasciarci cullare, dai nostri pensieri. Dai nostri ricordi. Dalle sensazioni che navigano dentro di noi, che scivolano nella nostra testa e fluiscono nel nostro inconscio. Credo sia un atto indispensabile, Lettore. Forse tanto quanto mangiare, dormire o respirare. I nostri pensieri ci sono, sempre, per quanto noi tentiamo di soffocarli. Possiamo nasconderli alla nostra stessa vista, certo, ma prima o poi ritornano a galla.
Vivere in questo mondo non è facile. Non lo è per nessuno, ne sono convinto. Tutti abbiamo i nostri problemi, i nostri pensieri che ci gironzolano per la testa. Solo che non tutti li sappiamo ascoltare. Non tutti ci lasciamo cullare dai nostri pensieri, o perlomeno non abbastanza quanto dovremmo. Invece è importante, Lettore. Perché noi siamo i nostri pensieri. E questa è una verità innegabile.
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